Ci si’ tie e ci su’ jieu (3)

Ci si’ tie e ci su’ jieu (3)

Collepasso: il villaggio dei famosi!

E come volevasi dimostrare, tutto finì in carte bollate.

Se avessi dato peso, se avessi creduto a quelle minacce profferite da Salvatore Perrone durante il suo comizio del 26/8 nei confronti del suo “antagonista”, non mi sarei fatto scrupolo e gli avrei inviato la mia solidarietà. Ma siccome sono certo che fu solo “voce dal sen fuggita”, non mi sono curato di farlo, non l’ho ritenuta opportuna.

Penso, razionalmente, che se una persona assennata voglia spedire alla “casa del padre” un suo antipaticissimo avversario, non lo va a raccontare in un pubblico comizio, ma eviterà di raccontarlo persino al suo micio o al suo cane. A meno che non lo si voglia considerare un incapace di intendere e volere. Allora solo in questo caso potrebbe essere veramente pericoloso. Però, siccome non credo che Salvatore Perrone si sia bevuto il cervello, penso, e sono convinto, che sia stata una sua bravata verbale che può costargli un’incriminazione. Beh, quanto meno questo è quanto mi auguro nell’interesse dei due e per la dignità dei collepassesi.

Con questo bailamme e la negativa propaganda scaturita attraverso i giornali locali La Gazzetta e il Quotidiano, riportati sopra, il Sindaco ha ritenuto necessario convocare una riunione dei partiti politici affinchè si cerchi di porre rimedio a questo scontro che non fa onore alla nostra comunità. Sotto riporto l’invito del sindaco a partiti e movimenti politici.

Il guaio per il Sindaco è, in primo luogo, il suo vice sindaco, il quale non è che sia stato tanto lontano dalla polemica, o più dialettico dell’altro urlatore. Inoltre voglio ricordargli, sempre al sindaco, che  se ci fossero stati partiti e movimenti politici vivi e operanti qui a Collepasso, certamente a questa situazione non saremmo arrivati. È il famigerato leaderismo che colpisce ancora! Non ho riscontro, non vedo esponenti di partiti e/o di associazioni avvezzi alla dialettica politica, ma dei tifosi da curva sud che sostengono la loro squadra in campo. Quindi, nella migliore delle ipotesi, si avrà un comunicato nel quale si dirà male dello scontro senza poter affermare, però, chi dei due ha più responsabilità per la situazione creatasi, anche se delle differenze di responsabilità tra i due ci sono, eccome! Quindi vedo scaturire un bell’appello alla calma, e tutto andrà avanti come prima. Né si può sperare che in quella assise si possano realizzare dei mezzi propri per frenare l’alterco uscito ormai dai binari di un civile confronto; non ce l’hanno e non lo avranno il potere necessario per realizzare un così opportuno obiettivo.

C’è chi continua a sostenere che questo sito e il sottoscritto siano “comprensivi” nei confronti di Salvatore Perrone. Eh no cacchio! Non sono un tifoso, non ho mai riconosciuto alcun leader nella mia lunga militanza comunista, figuriamoci con i berlusconiani. Per credere e sostenere ciò è necessario almeno essere ubriachi o in malafede. E che dire del fatto che ha rilevato dal mio scritto le minacce profferite da Salvatore Perrone nei suoi confronti scaricandosele e utilizzandole per il suo articolo che ha scritto sul suo sito? Non erano inequivocabili forse? C’è stata forse “comprensione” nei suoi confronti?

Osservo, ascolto e traggo le mie convinzioni di politico, forse di altri tempi. Ma questi tempi politici che producono simili stravaganze lontane anni luce dalla politica come “arte del possibile”, slogan liberale, o “lotta di classe” come insistono i comunisti, di tutto questo non vedo traccia alcuna. E ciò mi amareggia alquanto. Poi si sa, quando sbagliano gli avversari si può anche ridere, ma se a commettere stravaganze è chi si dice di sinistra, non si ride, ci si arrabbia tanto! Gghè chiaru lu cuncettu Dottò???

Infine torno a riproporre quanto ho già auspicato in articoli precedenti: Non parlate a braccio, scriveteveli i comizi e sottoponeteli a discussione  ai vostri tifosi. Vedrete che otterrete due buoni risultati: pronuncerete meno sproloqui e sicuramente i vostri tifosi, costretti a ragionare, diventeranno un po’ alla volta dei veri militanti di partito. Sì, come era una volta, quando i partiti avevano un ruolo e tanta dignità che oggi è svanita. Sì, sono certo, solo un buon ritorno alle origini salverà questa nostra democrazia!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 28/8/2012

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