CI RISIAMO, LA LOTTA DI CLASSE RIPARTE!

CI RISIAMO, LA LOTTA DI CLASSE RIPARTE!

la teoria della finanza internazionale è: “più si arricchiscono i ricchi più briciole restano per i poveri”.

L’HO DETTO, L’HO SCRITTO PIU’ VOLTE: la lotta di casse è insopprimibile, prima o poi rinasce dalle sue stesse ceneri, proprio come “l’Araba fenice”.

Certo, non si chiamerà più con lo stesso nome e cognome, non la proporranno più i classici partiti di sinistra, che tanto presenti son stati nel XX secolo, che nel frattempo sono stati distrutti dai loro leder, per viaggiare su lidi più tranquilli. Eh sì, la globalizzazione, ha rincoglionito anche la sinistra. Chiunque può dirlo!

Ora i fatti della Francia, la lotta che lì si è scatenata, è la dimostrazione che la globalizzazione, la quale esige l’annullamento della classe media, ora in Francia e presto anche in Italia, non avrà vita facile.

L’impoverimento di milioni di cittadini che sgobbano e producono reddito, non sono disposti a fare la fine degli stracci, da usare e buttare via dopo il fabbisogno. D’ora in poi la globalizzazione con il suo pensiero unico non saranno più sufficienti a fermare le giuste rivendicazione di classe. Viva sempre e sempre più incazzata la lotta di classe.

L’Europa, tutta all’unisono sono dietro a questa strategia della finanza internazionale, la quale ha messo in piedi questa strategia totalizzante e distruttiva per i lavoratori e il ceto medio.

IL MERCATO NON’E’ COMPATIBILE CON LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE! 

Che il mercato globale abbia spinato la strada ai ricchi e impoverito il resto della popolazione, lo affermano ormati tutti gli istituti di statistica e, siccome in democrazia parlamentare contano i numeri e i voti, è chiaro che questo sporco gioco, finche c’è democrazia non può regge a lungo. L’alternativa, ora è sotto gli occhi di tutti. O si ripristina una dittatura di pessima memoria, o se regge la democrazia la globalizzazione dei mercati è destinata a fare la fine che merita, quindi finire nella “spazzatura della storia.”

In quanto a tutti coloro che vogliono ancora definirsi  di sinistra la devono smettere di correre dietro ai mercati e rintuzzare con decisione il suo pensiero unico. Ma per far questo è necessario che smentiscano tutto quanto hanno realizzato in questi ultimi vent’anni. E se non sono in grado di farlo, la smettano di dirsi di sinistra, si chiamino pure sinistrati, questo sì è un termine appropriato se volessero continuare sulla stessa strada impervia e pericolosissima per tutti coloro che amano definirsi di sinistra.

E’ evidente che in Francia come altrove le tecnocrazie liberali operano ormai assecondando i piani della finanza internazionale e senza alcun riguardo per gli interessi dei cittadini. In realtà quello che stanno chiedendo i francesi in modo rabbioso è lo stesso che pretendono i cittadini degli altri paesi europei. È ora che l’Europa torni ad avere più attenzione per i poveri e meno interesse alla finanza internazionale. Infatti, indipendentemente dal loro colore politico: lavoro, protezione sociale,minore pressione fiscale, salari accettabili, lotta ai privilegi infine e non ultima la partecipazione alle decisioni politiche. Sono condizioni, queste, che in tutta Europa le masse pretendono. È ora che l’Europa cambi strada se non vuole vivere una rivoluzione costante e continua.

CON LA LOTTA DI CLASSE VINCONO LE MASSE, CON LA PACE SOCIALE VINCE IL CAPITALE. E QUESTO E’ POCO MA SICURO.                                                                                                                                           

F.to. Pagliatano

Collepasso 20/12/2018

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