Ucciso ambasciatore americano a Bengasi

CHI HA COLPA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO

L’ambasciatore americano, Cristopher Stevens, ieri, 12/9/2012, è stato ucciso dagli integralisti islamici a Bengasi (Libia), insieme ad altre tre persone dell’ambasciata americana durante una manifestazione di islamici contro un film che, a loro giudizio, offendeva la loro religione. Questo ambasciatore si era distinto per l’impegno che aveva profuso a fianco dei rivoltosi contro Gheddafi, e i rivoltosi di allora così lo ringraziano. La “primavera araba”, tanto sbandierata dagli occidentali, si è già trasformata in un infuocato inferno, un incubo per le cancellerie occidentali, ed è solo l’inizio.

L’unica vera possibilità di sconfiggere il terrorismo islamico è quella di smetterla con il terrorismo di Stato che i paesi occidentali continuano a praticare nei confronti dei paesi arabi. Questo concetto emerge dalla ricerca storiografica realizzata da Paolo Barnard con il suo libro “Perché ci odiano”. Libro nel quale sono presenti documenti inediti delle varie cancellerie occidentali. Documenti, questi, dai quali emerge inequivocabilmente il banditismo, le criminalità internazionali che questi Stati occidentali hanno praticato contro i paesi indifesi, o quanto meno deboli militarmente. E solo chi ha la bomba atomica diventa inattaccabile, ecco spiegata così anche la necessità dell’Iran di dotarsi di un simile strumento. Gli iraniani, pur non essendo arabi, ma euro-asiatici, di fatto sono la Nazione islamica per eccellenza. E sanno bene, gli iraniani, di essere sotto tiro soprattutto per le enormi risorse petrolifere che possiedono, oltre a ricoprire il ruolo di capofila dell’islamismo anti-occidentale sciita. Quindi, gli iraniani, sanno fin troppo bene che dopo la Jugoslavia, l’Iraq, l’Afganistan, la Libia, la Siria, ora tocca a loro. Ma sanno altrettanto bene che se riescono a fornirsi dell’atomica diventeranno intoccabili. E Israele scalpita per colpire l’Iran prima che riesca a dotarsi di quell’arma, però gli Stati uniti tergiversano, e sapendo bene che senza l’appoggio degli americani Israele non vivrebbe come entità Statale più di qualche mese, restano in attesa del via libera del presidente americano per l’attacco.

Però, senza scomodare la storia raccontando i cinquecento anni di colonialismo, prima europeo poi americano, fermiamoci agli ultimi cinquant’anni, fermiamoci al neo-colonialismo occidentale che questi paesi continuano a subire. E iniziamo dai soprusi di Israele contro i palestinesi coperti e garantiti dall’arroganza militare economica e politica degli Stati Uniti d’America e loro alleati, compresi, fin qui, anche i governi italiani. I palestinesi, di fatto, sono stati spogliati dalla loro terra, un popolo reso prigioniero, ridotto in schiavitù dall’arroganza Israeliana con la quale cerca di portare a termine il suo Sionismo, cioè, la “grande Israele” senza palestinesi. Disegno, questo, del tutto fuori dai principi del Sionismo delle origini. Questo loro progetto è visto come fumo negli occhi da parte del mondo arabo, e a buon diritto. Gli arabi in generale, e gli islamisti in particolare, hanno di che alimentarsi, crescere e giustificare i loro atti di terrorismo con mezzi primitivi (Kamikaze) non avendo a disposizione tutti quei mezzi altamente tecnologici che possiedono le armate occidentali.

Al netto delle chiacchiere dei pennivendoli dei regimi sedicenti democratici, in realtà l’occidente ha avuto ed ha due obiettivi precisi, spianare, annichilire quei paesi e i loro regimi politici che non accettano la globalizzazione dei mercati, e mettere, a costo di bombardare tutto e tutti, direttamente le mani sulle fonti energetiche, punto. Tutto ciò che ci raccontano su belle “primavere arabe”, e la “giusta” esportazione della democrazia mediante bombe e missili, sono favole per adulti sciocchi, che forse, visto l’impunità e i consensi elettorali che ancora gli riservano, dovrebbero essere la maggioranza dell’umanità, purtroppo. Da una parte l’egoismo umano con la sua inevitabile violenza “laica”, e sulla sponda opposta la droga trascendentale fa il resto. Ed è per questa inconsapevolezza delle masse occidentali che i regimi sedicenti democratici dell’occidente continuano imperterriti ad agire da criminali internazionali. Né il tribunale internazionale, né la convenzione di Ginevra rappresentano dighe contro questo andazzo, né possono intervenire e porre un freno a questa criminalità diversamente giustificata. Quelle istituzioni internazionali agiscono solo contro i vinti su richiesta dei vincitori, mentre chi perde ha sempre torto! Così va l’umanità, c’è di che vergognarsi o no? Io mi vergogno e chiedo scusa alle vittime delle armate dei paesi di cui faccio parte.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 13/9/2012

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