C’è ancora vita a sinistra?

         

 

 

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La “sinistra”:  Dove la miseria è tollerata, dove l’ignoranza non è combattuta, la democrazia è in declino e si trasforma in una caricatura di se stessa. Pertanto, la sinistra – che ha già imparato che non può essere che democratica in un modo deciso e scrupoloso – deve tentare di mettere fuori legge le condizioni di povertà estrema – come a suo tempo si mise fuori legge la schiavitù – e fece sì che l’educazione per tutti, pubblica, laica e senza esclusioni maliziose diventi il suo compito prioritario (J.Habermas).  

Invece oggi la scuola, con la riforma Gelmini scivola…  “La scuola cambia. I ragazzi non saranno più divisi per età, ma per peso. Ci sarà la prima mosca, la seconda welter, le terza gallo. Competitività. La licenza sarà media o mediomassima. Le materie tradizionali verranno sostituite dalle materie prime, e i ragazzi potranno così estrarre carbone, zinco, borace, e aiutare l’economia nazionale. Gli insegnanti verranno portati da uno stipendio da fame ad uno di robusto appetito. Il profitto, quello ai privatisti. Ai ragazzi che ricordano più cose verrà data una medaglia alla memoria, ai meno svegli suggerito un indirizzo diverso dove, suonando il campanello, gli danno anche un pezzo di pane. La scuola sarà autonoma anche come bilanci: se in passivo, potrà rivendere i ragazzi ai genitori o metterli in mobilità. L’elmo di Scipio sarà però distribuito solo a chi ha un motorino”(Di Massimo Bucchi).

L’uguaglianza: non può essere solo quella formale di fronte alla legge, ma deve comportare l’equa ripartizione dei diritti. La partecipazione alla comunità politica con pari diritti non è conciliabile con le privatizzazioni, le quali scaricano i rischi e i costi originati a livello sociale, su singoli gruppi o persone.(Habermas)

Invece il mercato…  Lo Stato Italiano è diventato un grande suk del “capitalismo compiuto”. Uno Stato-Mercato con il trattino. Quello che era pubblico è stato privatizzato, dalle banche, all’energia, alle telecomunicazioni e ciò che non si poteva privatizzare è stato regalato alle multinazionali e ai privati sotto forma di concessioni, dall’acqua alle autostrade, dalla Veolia a Benetton. Il rapporto tra cittadino e Stato si è trasformato in rapporto tra cittadino e Mercato. Un mercato che dispone, per paradosso, dei beni di cui era proprietario proprio il cittadino…”(B.Grillo).

Di mio aggiungo: i diritti sociali oggi sono visti come un costo e non come un valore. Questo avviene soprattutto perché il centro della società è diventato il mercato. Questa tendenza del mercato sempre più onnipresente, in un contesto in cui la mediazione politica è sempre più evanescente, si è concretizzata un’enorme ricchezza per pochi, e, la miseria per sempre più sterminate masse. Ovvio che, in queste condizioni la democrazia scarseggia e, sempre più determinati, al fine del controllo delle masse, diventano i leader con il loro populismo, gli uomini della provvidenza, anticamera delle avventure fasciste.

Non essendoci più spazi di mediazione politica tra capitale e lavoro, per effetto dello strapotere del mercato e della debolezza politica, stiamo scivolando verso un regime antidemocratico a folle velocità. La consapevolezza di questo rischio è percepita solo da un’ esigua minoranza, anche per questo è ancora più perniciosa la situazione attuale. E c’è chi continua a farfugliare, tra sinistra moderata, sinistra radicale, sinistra così e così, mentre la destra galoppa sulle sorti delle masse deboli per mancanza di un indirizzo politico di sinistra chiaro e forte. Eppure, ci sono tutte le condizioni per un grave e forte allarme. Pensate al mercato dei parlamentari ad opera di Berlusconi, e a quello dei sindacati ad opera di Marchionne… è il solito mercato che vince su tutto… che tutto compra… e sì, quando i gatti mancano i topi ballano…

F.to Gaetano paglialonga

Collepasso, 3/1/2011

 

 

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