CAMPIONI E GUERRIERI

CAMPIONI E GUERRIERI

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-        Ayrton do Brasil

Ayrton Senna, l’uomo ossessionato dalla perfezione, il pilota che preferiva il bagnato all’asciutto, il campione che credeva in Dio, è morto 20 anni fa, al 7° giro del GP di San Marino a Imola, il 1° maggio in un fine settimana che a raccontarlo oggi non ci credi. Senna muore con la sua William, alla curva de Tamburello. Alla curva Villeneuve (triste presagio) era morto il giorno prima Roland Ratzenberger.

Correre per me è un modo di vivere aveva detto. Un modo di ridere, di piangere, di esprimere i miei sentimenti. La mattina dopo i giornali brasiliani scrissero: si è rotto lo specchio dove ci vedevamo i primi del mondo 20 anni dopo Pelè. Nel giorno del suo funerale le persone che si riversarono nelle strade di San Paolo furono più di 3 milioni. Il giorno della finale dei mondiali di Usa 94, la nazionale brasiliana gli dedicò la vittoria e Baggio disse: “non ho mai tirato un rigore così alto, forse è stato Senna a portare il pallone verso di lui verso il cielo. L’emozione suscitata dalla sua morte ha contribuito a cambiare per sempre il mondo della F. Uno. Dopo di lui, perdere la vita in una gara è diventata una cosa definitivamente inaccettabile. E la sicurezza una faccenda da trattare definitivamente sul serio. I circuiti, le auto, gli incidenti; dopo Senna nulla è più stato come prima. Neppure i campioni….!!

 

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-        L’ultimo Guerriero

Per chi è cresciuto in qualsiasi paese della provincia italiana  tra gli anni 80 e i 90, la sala giochi era una seconda casa. Luogo di aggregazione e ritrovo, ma soprattutto rifugio nella giornate in cui si decideva che era meglio tenersi alla larga dalla scuola. Ed era lì che dopo aver inserito il gettone, concentrati quasi fossimo pronti a salire sul ring anche noi, si giocava spesso al videogioco “Superstar Wrestling” dove con un click potevamo scegliere i nostri campioni preferiti. Hulk Hogan era il più famoso e il più forte. Poi c’era The ultimate Warrior (l’Ultimo Guerriero) stroncato da un infarto a soli 54 anni. Uno sport il Wrestiling che in fondo era una grande fiction , dove non si picchiavano sul serio, ma questo lo abbiamo capito solo crescendo, il Guerriero era quello più teatrale. Il volto truccato, le frange sulle braccia e gli stivali quasi ad emulare Conan il Barbaro. La voce cavernosa nel tentativo di incutere terrore, e rivolgendosi alla folla la arringava. Il suo spirito guerriero vivrà per sempre. Nel 90 era diventato  campione del mondo del Wrestling  strappando la cintura al mitico Hulk Hogan . La scena finale di questo incontro, vede Hogan consegnare il trofeo al guerriero, che lo guarda incredulo e poi lo abbraccia. Ma il popolare commentatore televisivo Dan Peterson, che fu anche mitico allenatore di basket delle “Scarpette Rosse” di Milano con la sua famosa R arrotolata gridava: “Non si vede mai , non si vede mai…..” Infatti, molti quell’incredibile abbraccio non lo ricordano. Hulk era il più forte, non perdeva quasi mai….

ANTONIO LEO

Collepasso, 21/4/2014

 

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