CAMORRISTI A COLLEPASSO?

 

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In seguito a questo volantino (sopra riprodotto) dei Giovani democratici e del P.D. di domenica 15 aprile, con il quale si avanzavano diverse e pesanti accuse, tra le quali  anche quella contro il distributore di benzina “in odore di camorra” presieduto da Salvatore Perrone, ex sindaco e attuale consigliere provinciale, lo stesso presidente del distributore decide di chiudere e  licenziare i cinque lavoratori che lì, nel distributore, lavoravano.

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Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 19 aprile.

 

Ieri, mercoledì 18 aprile, in mattinata, notiamo i cinque lavoratori del distributore salire nel Palazzo Comune per informare il sindaco della decisione del presidente di chiudere il distributore presso il quale lavoravano.

Oggi, giovedì 19 aprile, appare un articolo attraverso il quale si evince che l’interessato, Salvatore Perrone,  ha inteso reagire in questo modo al fine di far fare chiarezza da parte degli organi preposti, e stabilissero, una buona volta, se è un mafioso come viene definito, oppure non lo è, e  quindi stroncare le dicerie che lo danneggerebbero.

Leggo quest’articolo e mi reco per fare una fotocopia da inserire in questo mio sito con il commento, e persone presenti mi informano che: “ieri, la Guardia di Finanza, ha chiuso e sequestrato il distributore di benzina di Salvatore Perrone e di conseguenza sono stati licenziati i cinque operai che lì lavoravano”. Rispondo che alle dicerie da bocca a orecchia (petteculizzi) preferisco un foglio di informazione che se racconta balle è costretto a smentire subito e in bella vista. E siccome l’articolo che sto fotocopiando dice cose diverse, io mi attengo a questo foglio, salvo eventuali successive smentite.

Questo è il clima pesante che si respira a Collepasso. Se c’è dell’arrosto (Crimine, quindi una mossa d’azzardo da giocatore da poker, quella del presidente), oppure è solo fumo (speculazione a fini elettorali da parte degli accusatori), e/o “nu petteculisciare te cummari”, prima o poi gli organi competenti ce lo diranno. Comunque, penso che dopo questa azione dell’interessato presidente del distributore, dovremmo capirne di più dall’intervento degli organi preposti a fare chiarezza. E che chiarezza sia, al più presto, non se ne può più di vedere la nostra Collepasso paragonata alle peggiori città camorristiche. Anche perché, a pagare il conto di questo “titanico scontro”, sono solo e soltanto i lavoratori che prestano la loro opera in quel distributore. E comunque, se un camorrista c’è, che sia la magistratura a definirlo tale e di conseguenza sanzionarlo come merita. Mentre sarebbe opportuno che le speculazioni politiche, semmai si rivelassero tali, e i “petteculizzi te cummarI”, che di sicuro non mancano mai, lasciassero la parola agli organi competenti.

Quanto sopra, è solo la mia modesta opinione che ho messo insieme mediante le informazioni, forse parziali, di cui sono a conoscenza. In quanto alla “casa abusiva di Sant’Anna“, il problema c’è e lo ha ammesso anche l’interessato, sostenendo, però, che i metri quadri in più che gli avevano contestati erano molti di meno. Quindi, un abuso edilizio, per sua stessa ammissione, c’è stato. Che paghi il dovuto al più presto!

 

F.to gaetano paglialonga

Collepasso 19/4/2012

 

 

 

  1. NO, mi dispiace ma questa volta il fumo lo stai facendo tu.
    L’evidente non si può far finta di non vederlo tanto quanto non ci si può attardare a calcolarne la milionesima cifra dopo la virgola.
    Licenziare 5 persone é un danno enorme per una comunità come la nostra, strumentalizzare però il licenziamento per consentire il malaffare è un danno che non possiamo assolutamente permetterci.
    La nostra è una comunità troppo fragile per poter affrontare un mostro così potente, ne saremmo subito vittime. Non ho bisogno di attendere i tempi biblici della giustizia italiana per capire che queste non sono strade percorribili. Bisogna avere il coraggio e tagliare immediatamente questi tentacoli e far capire subito a chiunque che se è vero che il denaro non olet (non ha profumo), è anche vero che a volte porta la peste, è contagioso.
    Gaetano, non puoi tuonare ieri contro la finanza selvaggia che sta usando il denaro per distruggere il mondo e poi oggi non accorgerti che gli stessi denari hanno fatto il loro ingresso nella nostra Collepasso.
    Oggi sono solo 5 persone che soffriranno il ricatto del loro lavoro, ma non possiamo mettere in gioco quei pochi valori che sono rimasti nell’attesa di capire le vere intenzioni di questi signori.
    Alle stesse 5 persone voglio consigliare sin da subito di cercare altro, di mettersi in gioco in altri ambienti, siete giovani e le opportunità sicuramente non vi mancheranno ma per amore di Dio isolate immediatamente queste persone, abbiate il coraggio di perdere quell’albero malato che non volete abbattere al fine di poter guadagnare l’intera foresta.
    A Pantaleo un plauso, non sono assolutamente d’accordo con il suo modo di fare politica ma gli riconosco il coraggio dei grandi uomini, un degno avversario da combattere sui giusti terreni della politica, è li che anche perdendo, sono convinto, non negherebbe l’onore delle armi.
    Gaetano, da vecchio comunista quale sei non puoi non vedere e capire che quando la ragione smette di farsi interprete della realtà prevalgono gli istinti e quando prevalgono gli istinti non ci sono regole che stabiliscono chi ha torto e chi ha ragione.
    Alzare la guardia, non consentire che prevalga la legge del più forte non è fumo persecutorio, è buon senso e ti basterebbe tornare a leggere quanto su questo sito fu scritto dall’innominabile contro la signora Calignani per capire che l’arrosto c’è.
    C’è l’arrosto e purtroppo pure le 5 patate.

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  2. ben tornato GIUS. devo ammetterlo, non sono stato sufficientemente chiaro, o forse un po’ troppo garantista.
    Terrò conto di queste tue osservazioni CHE COME AL SOLITO APPREZZO. Ti ringrazio per la tua critica costruttiva, prendo atto e mi impegno a stare più attento in seguito, SALUTI gaetano.

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  3. Caro GIUS, ieri sera era mezzanotte quando ho letto il tuo commento ero troppo stanco per entrare nel merito delle tue osservazioni. Oggi, appena alzato, dopo un buon latte e caffè e aver sfogliato il mio solito “manifesto”, mi è tornata la voglia di rispondere, di entrare nel merito.
    Caro GIUS, lo ammetto, sono un inguaribile comunista, e non so se sono più vicino alla malattia infantile del comunismo, oppure alla malattia senile del comunismo, vedi un po’ tu e fammi sapere. Di sicuro non è mio interesse spargere fumo. Invece il problema sta nel fatto che continuo a sognare di pescare dei pesce-cane, invece di puntare sui più modesti pesci-pilota. Continuo a pensare che Riina e Marchionne sono tutti e due dei malfattori, e “se i’ fossi foco li arderei”; Provenzano e quegli industriali che, dopo aver incassato camionate di milioni dallo Stato de-localizzano o investono in speculazioni finanziarie invece di investire nella produzione locale, li ritengo tutti e due malviventi , e “se i’ fossi acqua l’affogherei”. Penso che, queste due categorie di malfattori sono di intralcio ad una vita civile per noi poveri mortali, o no?. Ora dimmi, quanti ne ha uccisi la mafia? di certo so quanti ne uccide il sistema capitalista: oltre ai mille circa ogni anno di così dette morti bianche sul lavoro, si son contate che solo nel 2010, si contarono 362 suicidi tra i soli disoccupati, 192 tra i lavoratori in proprio, 144 tra i piccoli imprenditori(i grandi fuggono all’estero, non si sacrificano), quindi quasi due morti al giorno. e non sono stragi queste? e che dire di questo sistema che riesce a corrompere tutto e tutti, salvo qualche buona eccezione che conferma la regola? la violenza è insita nel sistema, non sono disgrazie piovute dal cielo! e la violenza di Stato? vedi la strategia della tensione, vedi il G8 di Genova, eccetera eccetera…
    Tornando sul territorio di competenza, rilevo: tu trovi molto pericoloso chi gestisce un distributore “in odor di camorra” , e magari ritieni meno pericoloso quell’evasore fiscale (sapessi quanti) che nel giro di un po’ di anni, ha accumulato case e uffici in paese, villa al mare e forse anche in montagna, gira con auto e moto super. Ecco io li manderei tutti e due ai lavoro forzati a tempo indeterminato, perché li ritengo tutti e due di male-affare, dei parassiti .
    Da vecchio comunista rompiballe, mi ostino a pensare che i mafiosi, i camorristi, gli ‘ndranghetisti, sono solo dei figli legittimi del sistema capitalista. E di conseguenza, pensare che in un tale sistema si possa toglierli di mezzo mantenendo il sistema attuale è pretesa politicamente infantile. A meno che, l’infante non sia diventato io. Non pretendo di avere ragione, lo so, sono e resto di parte. E non scandalizzarti se metto sullo stesso piano chi si è arricchito a spese di tutti in “colletto bianco” riverito e stimato da tutti e in giro per il mondo a bisbocciare, e coloro che si arricchiscono sporcandosi le mani di sangue e giustamente denigrati, odiati, e vivendo come topi di fogna nella clandestinità. Sono vermi parassitari, sia li uni che gli altri, E FIGLI DELLA STESSA PUTTANA: IL SISTEMA CAPITALISTA. Infine, pretendere di eliminare il male-affare da questo sistema infame, è come pretendere di prosciugare il mare con il solito secchiello. E non dirmi che anche questo è fumo; dii pure che sono speranze mal riposte, speranze senza futuro. Comunque, tu confondi il livore giacobino ( vedi il tuo l’elogio di quel signore di comune conoscenza) con l’odio di classe forse a te sconosciuto. E sì, è evidente che la strada che sogniamo di percorrere è diversa. Beh, però, un tratto di strada lo possiamo fare comunque insieme, o no? Fammi sapere! cari saluti gaetano.

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  4. Ci rendiamo conto della strumentalizzazione pesantissima che si fa di questa questione senza fondamento. Mi auguro che qualcuno paghi tutto questo fango.
    Mi spiego e cito dal sito infocollepasso ” e poi, diciamocelo con franchezza, se quelle società, “in odore di camorra”, sono oggi (da 2-3 anni, a quanto pare) sotto “amministrazione giudiziaria”… ci sarà pure qualche “inquietante” e serio motivo…” ORA AMMETTE ANCHE IL GIANFREDA (colui che ha scritto l’articolo e gestisce infocollepasso) CHE ATTUALMENTE LA EWA (distributore incriminato) è SOTTO AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA, quindi proprio attualmente la EWA è garanzia di legalità. Quindi o si ritiene i giudici dei camorristi oppure si sparano solo minchiate!!!!
    E’ il colmo che la gente non riesca a leggere tra le righe anche le stesse affermazioni fatte da chi butta fumo negli occhi.
    Ovviamente questi commenti scomodi non li pubblica, commenti non offensivi, ma che sottolineano una verità.
    Oggi sta di fatto che ci sono 5 lavoratori a spasso grazie al fumo gettato negli occhi.
    Se posso permettermi aggiungo un altro elemento, ho come l’impressione che sempre la macchina del fango voglia giocare sulla storia della mafia, probabilmente per ripetere qualcosa che ha già fatto in passato. Far sciogliere il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose… accuse andate poi nel vuoto. Il consiglio comunale comunque fu sciolto. IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO, sulle spalle degli altri…. ma quando pagherà in prima persona. Se queste accuse risultassero infondate per l’ennesima volta non sarebbe il caso che si dimettesse da consigliere di opposizione perchè non è in grado di garantire gli interessi dei cittadini, ma pensa a testa bassa SOLO a far del male a quegli che ritiene i propri nemici. Io direi che le dimissioni SAREBBERO DOVUTE, che ne pensi??? E poi ai giovani democratici, iniziate a pensare e camminare con le vostre gambe… siete strumenti nelle mani degli adulti della politica, comunque dovete anche voi pagare le conseguenze di quello che scrivete con molta superficialità.

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  5. Per Grillo.
    non è da poco tempo che sostengo la necessità che facciano un passo indietro tutti coloro che hanno già dato, e che siano i giovani, una nuova generazione a farsi avanti. Troppi sono i risentimenti personali che ormai circolano tra la scarsa classe politica locale, e di conseguenza non producono buona politica nell’interesse della collettività. su tutto il resto che aggiungi, non ho niente da commentare.

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  6. Scusa Gaetano ma se vi è amministrazione giudiziaria come può esservi dietro la camorra??? Questa è una gaffe di quelle veramente ridicole.

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  7. Egregio sig. Grillo, evidentemente le spiegazioni di carattere politco-ideologico con le quali ho sostenuto la risposta a GIUS, non ti hanno scalfito, non ti toccano, evidentemente non sei di sinistra. E allora con te utilizzo un altro argomento più “terra terra”. Sappi egregio Grillo, che a mie spese ho imparato a non affermare mai nè verbalmente nè per iscritto, cose di cui non ho pezze d’appoggio inequivocabili. Posso solo dire che è vero che dal 2007 sono sotto controllo della magistratura tutti gli affari della EWAGRILL. Ma non sono a conoscenza di cosa avvenne nel 2005-2006 quando quel distributore fu realizzato, se quella realizzazione fu fatta per conto della ewagrill, oppure da altri finanziatori; non so come si sono realizzati i passaggi che, eventualmente, dalla ewagrill finirono alla coop Madonna delle Grazie, e successivamente, dalla Madonna delle Grazie agli attuali gestori. Non lo so, quindi non posso sostenere nè che tutto è filato liscio, oppure che qualche irregolarità è stata commessa. E tanto non per mettere pulci nelle orecchie di qualuno, ma al solo scopo di azzerare le dicerie che mi interessano di un mio presunto atteggiamento “cerchiobbottista”.
    In trent’anni di attività di delegato sindacale, ne ho preso tante di scoppole, che alla fine ho imparato a parlare solo con dati inconfutabili nei confronti di chiunque, siano essi amici o avversari politici. Certo, io la faccia ce l’ho e le sberle le ho sentite e le sentire, e, non posso escludere che altri possano non averla e perciò le sberle non le sentano, ma questi sono affari loro. Però, se finalmente qualcuno esibisse documenti inconfutabili, potrò finalmente anch’io dire la mia senza remore su questo stesso sito. tanto ti dovevo, egregio Grillo, saluti gaetano

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  8. La verità secondo il mio modesto punto di vista, è che in politica in Italia come a Collepasso in entrambe gli schieramenti, non esistono più gli avversari, ma solo dei nemici da combattere ed annientare ad ogni costo. Perchè ho l’impressione che si cerca di alzare da parte di entrambe le coalizioni presenti sul territorio paesano, ma anche nazionale; un muro e poi un altro muro e un altro ancora…una serie infinita di muri per non risolvere i problemi reali di Collepasso e dell’Italia. Penso che nella storia più recente, ma anche in quella più lontana, la ragione e la verità non sono mai state da una sola parte. Nessuno ha mai avuto ed ha il monopolio della bontà, nè quello della malvagità. Credo invece, che per il bene di Collepasso sia necessario un serio lavoro di confronto tra le varie parti in campo, per individuare ciò che unisce, e non per fare a gara sempre e solamente su ciò che divide.

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  9. Mi dispiace Gaetano ma devo di nuovo dissentire dalle tue considerazioni.
    Lo ammetto ricredendomi immediatamente che provo invidia per il secondo innominabile collepassese. Invidio la sua passione per la politica, il suo pragmatismo ma soprattutto invidio la sua faccia tosta.
    Il suo “io” è così forte che trascende in quegli eccessi che lo rovinano. Il suo eccessivo giustizialismo si mescola con la sua personale lotta di classe (ieri da una parte della barricata, oggi dall’altra). Ieri odiava la stessa classe a cui oggi appartiene e oggi guarda con lo stesso odio la classe a cui ieri apparteneva.
    Pur essendo un purosangue, è un ibrido fra Robespierre e Sanguinetti.
    Quello che tu definisci un elogio è solo un invito a rimanere con i piedi per terra rivolto a lui ma soprattutto a chiunque vuole cominciare finalmente a parlare di Politica.
    Non ho mosso accuse sulla provenienza dei denari del primo innominabile, potrebbe non interessarmi, ho semplicemente sottolineato che Collepasso non può permettersi il ricatto di 5 lavoratori.
    Il vero atto di camorra è questo.
    Lo dici tu che non c’è differenza tra i Marchionne e i Riina: usano entrambi le stesse armi.
    Io aggiungo, che preferisco i Riina ai Marchionne: i Riina hanno il coraggio di uccidere i loro nemici sia nel corpo che nell’anima. I Riina sono dei minchioni, pericolosi ma minchioni. Si vincono isolandoli. I Marchionne, da grandi vigliacchi, invece fanno carne da macello delle anime di tutti quelli che li circondano. Uccidono progetti di vita, speranze e sogni da realizzare. Impongono con carta bollata il loro volere. Ingurgitano tutto ciò che li circonda e mai sono sazi. Questi possiamo vincerli solo sul loro stesso terreno ed è a questi che dobbiamo chiedere almeno l’onore delle armi.
    Il problema è l’uguaglianza degli eccessi, è questo il punto in cui il capitalismo si sovrappone alla mafia e purtroppo, anche il tuo comunismo, quello senile, non ha saputo fare diversamente.
    Il mio nickname me lo sono fatto prestare da don Giussani, il Gius come amavamo chiamarlo. Immagino che si rivolterebbe nella tomba se potesse ascoltare le vicende che oggi coinvolgono il suo movimento.
    Tutte le ideologie si sclerotizzano quando diventano vecchie, perdono inseme ala giovinezza la lucidità della ragione e si adagiano nella vecchiezza sui peggiori istinti. Conservano gli stessi desideri ma non posseggono più la forza che nella giovinezza ne consentiva la soddisfazione. Non è un eccezione neanche la Mafia che in gioventù era un inno alla bellezza.
    Caro Gaetano siamo così piegati sulle nostre posizioni che non ci accorgiamo più delle sfumature. Restiamo fissi con gli occhi su questi maledetti schermi e non riusciamo più a dirci le cose guardandoci negli occhi, magari con un bicchiere di vino in mano come si faceva nella vecchia sezione del giovane partito comunista.
    Non abbiamo più l’intuito per riconoscere immediatamente quello che cambia intorno a noi e se un giovane prete, formato nelle alte sfere di santa romana chiesa, ci propone, a pena di essere definiti emeriti ignoranti, di pregare di fronte a dei pellicani, rimaniamo in orante silenzio senza accorgerci che l’iconografia del cristo pellicano, del Cristo che si apre il costato per nutrire i suoi figli, altri non è che il primo passo verso quell’uomo forte che anche la chiesa si sta preparando ad accogliere.
    Ultimamente usi spesso chiudere i tuoi articoli con “chi vivrà vedrà!”: non mi piace. I miei padri non avevano bisogno di guardare le previsione del tempo per capire se veniva a piovere. Il loro intuito era allenato, lo capivano da come cambiava il vento, usavano il naso e correvano immediatamente a mettere al riparo i loro pochi e preziosi averi. Noi abbiamo bisogno di carte per dimostrare anche la pioggia.
    Non abbiamo fiducia più in noi stessi, non ci riconosciamo più come portatori di talenti, come meritevoli di diritti. Non accettando di lottare per conservare l’eredità dei nostri padri siamo diventati figli di un dio minore: ma perché, quando è successo
    Cerchiamo di capire dove si è spezzato quel filo, riannodiamolo pure insieme, tu vecchio comunista infantile ed io aspirante cristiano non cattolico ma se siamo solo noi due ogni speranza è vana. Dobbiamo imparare dai giovani la loro lingua per fargli capire che noi siamo gli eredi di grandi popoli, allenati alla democrazia e poco inclini a compromessi con qualunque forma di ricatto.

    P.S.: Che ne dici di una pizza insieme, si potrebbe cominciare così?

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  10. certo, la pizza e una birra, niente di meglio per conoscerci e chiaccherare un po’ senza la tastiera ma guardandoci negli occhi. per me va bene e quando vuoi. sono curioso di scoprire chi c’è dietro quel tuo GIUS. mandami una e-mail a questo indirizzo e parliamone. pagliatano@virgilio.it. cari saluti gaetano.

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