Cambio di guardia alle parrocchie collepassesi

“Ciao Gaetano, come saprai tra gli eventi dell’estate collepassese si è inserito anche il rinnovo dei vertici parrocchiali, vorrei sapere che ne pensi, ovviamente non tanto delle persone, quanto dell’istituzione in quanto tale, del ruolo che essa ha svolto in questi decenni a Collepasso e pure cosa ne pensi delle persone e del modo in cui vengono nominate .So del tuo ottimo rapporto con don Celestino ma cosa è stato per te Don Salvatore e che cosa ha rappresentato per Collepasso…ovviamente la domanda è rivolta tutti esclusi baciapile e mangiapreti”.

 

Don Celestino

 Sollecitato da questo commento anonimo sopra riportato, anch’io, anche se non ho le carte in regola per esprimere un’opinione sul cambio della guardia nelle parrocchie non essendo un credente, ho accettato l’invito ad esprimere qualche mia considerazione da agnostico. E da agnostico giuro che non ho niente da recriminare contro i credenti, ma sono molto disgustato invece dagli atei devoti. Quelli che si fingono credenti per scopi elettorali, per un pugno di voti in più. Questi si che li trovo odiosi.

Beh, siccome sono anch’io un po’ campanilista, vedo bene i due parroci collepassesi. Di certo però posso aggiungere che tra don Celestino e il nuovo parroco di cui si sta parlando, la differenza è enorme sul piano del carattere e dello stile. Don Celestino è stato il parroco più sproloquiante che io abbia conosciuto, però quel suo sproloquiare era determinato da un fortissimo, forse eccessivo senso religioso. Il parroco invece che lo sostituirà, a mio parere, ha un carattere piuttosto professionale, sarà certamente meno invadente e più sobrio. Ma siccome non sono un credente non credo  di avere il diritto di simpatizzare per l’uno o per l’altro. Certo è che don Celestino lo rimpiangeranno  in molti. Anzi approfitto per augurargli una veloce guarigione, perchè so che non sta bene in salute, e francamente sì, penso che ho perso un interlocutore sul problema che è la religione. Si, ho dialogato con lui ed ho scoperto che a differenza dei suoi incandescenti sermoni, è un uomo di cultura, che se si trova di fronte qualcuno che è a conoscenza di teologie e testi sacri, allora viene fuori  il meglio  che è in lui. Capace quindi di confrontarsi con razionalità dialettica e il discorrere con lui diventa un piacere. Quindi, nonostante sono un agnostico, penso di aver perso di vista, perlomeno per adesso, spero di risentirlo quanto prima, un interlocutore valido e simpatico su argomenti difficili e complessi come la religione.

Don Salvatore invece lo ricordo come un parroco che ci metteva del suo nella politica amministrativa collepassese a suo tempo tutta democristiana e qualcosa, quel suo interesse, di certo lo ha determinato, insomma era un parroco che non disdegnava di inserirsi tra le pieghe del potere laico. Come dimenticare poi quei suoi pizzicotti che tutti i ragazzi della mia età hanno subito in religioso silenzio ma imprecando con la mente e col cuore? Comunque  rappresentava la linea cattolica in quei tempi molto diffusa, certamente molto invadente sul piano politico-amministrativo; mentre lo ricordo con un basso profilo religioso, però, è passato così tanto tempo che potrei anche sbagliarmi quantomeno sul profilo religioso. In quanto all’istituzione più in generale, non mi riesce di pensar cose buone e non solo per la storia della chiesa che ci consegna secoli terrificanti e papi terribili (roba da dies irae, dies illa),

 il giorno del giudizio

ma anche per atteggiamenti più recenti, certamente meno violenti, ma molto, molto invasivi nella vita sociale e politica. In quanto alle decisioni sul cambio dei parroci a Collepasso, immagino sia tutta farina del sacco di Otranto, beh, su questo mi pare che è di sua esclusiva competenza, al massimo dovrebbe essere la chiesa in senso lato, cioè la base, i fedeli a dover chiedere spiegazioni.  Ma ahi loro, la chiesa non ha una struttura democratica. La chiesa ha struttura TEOCRATICA, che è cosa molto diversa della democrazia, le indicazioni “sacre”, i gestori del potere clericale, raccontano che sono sempre ispirate dal Signore, quindi c’è poco da pretendere, se sei un credente devi credere e non ragionare. Perché se ragioni non credi, ma se credi non hai bisogno di ragionare, beh, quanto meno sulle cose religiose.

Certo, questo papa sta facendo di tutto per cambiare l’immagine della chiesa e in parte ci sta riuscendo, si muove e parla come un prelato di campagna, niente male!  Ma lo voglio vedere quando si scontrerà con i poteri forti al suo interno, compreso lo IOR. Ce la farà a sopravvivere? o gli faranno fare la fine di Albino Luciani, papa Giovanni Paolo primo? vedremo.  Comunque c’è anche da considerare che dei papi si può dare un’opinione quando il loro pontificato è finito e non prima, anche perchè le loro encicliche spesso sono rimaste belle intenzioni, persino il Vaticano II è passato sotto silenzio, ce la farà a ripristinare quei valori questo papa? infine, se penso a pio IX che era stato considerato un papa rivoluzionario persino dai laici e poi finì con il suo Vaticano primo che è ancora una vergogna per la chiesa (la più stravagante fu “l’infallibità del papa”) e per non farsi mancare niente scrisse anche il “sillabo degli errori“, l’antimodernismo fu il suo credo, la sua prassi, il suo obiettivo. Quindi, è chiaro che non si può esprimere un’opinione sui papi finchè son seduti sul soglio pontificio, è troppo azzardato esprimere opinioni definitive in corso d’opera.

Infine la mia opinione sulla religione in generale: la religione per me è e resta una favola intelligente per  persone che pensano di essere l’ombelico dell’universo, mentre per coloro che non credono di essere così importanti e non soffrono di egocentrismo, pensano che siamo solo un simpatico scherzo della natura.  Comunque, siccome stiamo danneggiando, anzi distruggendo la natura, l’umanità non avrà vita lunga, altro che eternità, siamo destinati a sparire dalla faccia della terra, con o senza dei. Comunque tanti auguri ai nuovi Parroci affinchè trovino il giusto rapporto con i loro “fedeli” e auguro anche ai “fedeli” che trovino motivo di consolidare la loro fede. Purchè non pensino di imporla a chi non ne sente il bisogno.

Di una sola cosa, invece, posso dirmi contento, che non sia stato nominato parroco quel prete grande grosso come un armadio che ha sostituito, fin qui, don Celestino, mi pare si chiami don Stefano,  l’ho trovato, come dire, un po’ troppo invadente? Né chiese né oratori erano sufficienti per le sue eccessive ed esuberanti cerimonie religiose: senza ritegno occupava luoghi storicamente laici come la piazza comunale e il castello baronale, troppa grazia don Stefano! Vai, e che “il tuo Signore sia sempre con te e con il tuo spirito”, però da qualche altra parte, e tanti auguri invece ai nuovi parroci paesani. Se poi riuscissero a fare meno casino con le loro campane la mattina presto, beh, addirittura finirei per ringraziarli. Amen.

Caro anonimo grazie per il tuo invito ad esprimere la mia opinione e spero di essere stato esaustivo.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 23/7/2013

P.S.

Di seguito il comunicato del Sindaco con il quale formula gli auguri ai nuovi parroci.

COMUNE DI COLLEPASSO

Prov. di Lecce

Piazza Dante  n. 22 – Tel. 0833341568 – Fax 0833 349000

Sito web: www.comunedicollepasso.gov.it  -

indirizzo posta certificata: comunecollepasso@pec.rupar.puglia.it

 

Prot.  5283

 

Data,  23.7.2013

Ai Rev.mi Parroci

                 DON  ORONZO ORLANDO

            DON  ANTONIO RUSSO

 COLLEPASSO

 

e p.c.               A SUA ECC.

MONS. DONATO NEGRO

Arcivescovo

OTRANTO

 

Con animo colmo di gratitudine,  accolgo con gioia la Vostra nomina a guide spirituali delle Comunità Parrocchiali cittadine.

Figli della nostra gente, conoscete le ansie, i problemi, le difficoltà, le speranze della nostra Collepasso, insieme alla fede e alla devozione.

Nell’augurarvi un proficuo cammino pastorale, auspico una vicendevole collaborazione tesa al bene comune. Un compito impegnativo, che può essere affrontato con il dialogo, l’umiltà e il coinvolgimento di tutti  per contrastare il fenomeno diffuso, ai vari livelli, dell’indifferenza, un atteggiamento che alimenta il rinchiudersi nel privato con conseguenze negative anche nei confronti della realtà sociale che ci circonda e  della solidarietà.

A nome personale  e dell’Amministrazione Comunale, formulo fraterni auguri  nella consapevolezza che tutti siamo al servizio della collettività.

IL SINDACO

F.to   (Dott. Paolo MENOZZI)

 

 

  1. Carissimo Gaetano,
    ieri sera parlando con don Stefano, dell’organizzazione del “triduo” e del “cambio “ nelle nostre parrocchie, ad un certo punto la sua voce si è incrinata ed ho notato come un nodo in gola che gli impediva quasi di parlare. Gli ho chiesto il motivo di questo suo stato d’animo e, senza dire niente, mi ha fatto leggere sul suo cellulare le tue considerazioni rilasciate ad un tuo articolo relativo “ cambio di guardia nelle parrocchie di Collepasso”.
    Onestamente non volevo credere a quanto letto e non sapevo che cosa rispondergli. Pensavo: possibile che Gaetanino abbia scritto una cosa del genere?
    Io ho sempre rispettato le tue opinioni anticlericali e di agnostico ma non mi sarei mai aspettato un tuo apprezzamento così duro e cattivo ( anche nell’aspetto fisico)nei confronti di una persona.
    Sono andato alla ricerca dell’articolo e l’ho trovato. Era tutto vero.
    Gaetanino, siamo in democrazia ed è possibile esprimere qualsiasi opinione, però, sappi e tu lo sai:
    - che don Stefano è un Sacerdote e bisogna rispettare il suo abito talare e quanto lui rappresenta;
    - I sacerdoti non devono stare nelle chiese o nelle sacrestie ma proprio nelle piazze e fra la gente (lo hanno detto spesso il Papa ed i Vescovi).
    Quindi, caro Gaetà, aggiorna la tua “dottrina” e non fare certi discorsi xenofobi.
    Siccome so che sei una persona umile, mi aspetto un tuo ripensamento ed una riconciliazione con don Stefano in modo che lui, non abbia un cattivo concetto delle persone di Collepasso.

    Donato fracasso

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  2. Carissimo amico Donato,
    innanzi tutto non avrei mai immaginato che questo prete grande e grosso (ma sì, “quanto un armadio”, e come fate a pensare che una simile espressione sia un’offesa? Semmai è un complimento!) avesse tanta sensibilità umana. Mi dispiace che si sia dispiaciuto e sono d’accordo a chiedergli scusa personalmente, ma come uomo, non come prete. Ai preti e dai preti non mi sono mai aspettato niente di buono, nonostante ciò al livello personale mi son sempre guardato bene di offendere chicchessia. La mia critica consisteva solo nell’enorme spazio che riusciva ad occupare, spazi laici, come piazze e parco castello. E se mi permetti, caro Donato, questo atteggiamento mi offende come laico. Certo, mi ha offeso molto di più la “matonna a mmenzu la chiazza” che ci hanno imposto una giunta sedicente di sinistra e laica, ma infestata, in realtà, da autentici atei devoti. Comunque ti autorizzo a chiedere scusa a mio nome e non disdegnerei affatto di chiederle personalmente se avessi l’opportunità di incontrarlo, ma ripeto, come uomo, non come prete. Sono un laico, un agnostico, non un mangiapreti! Saluti a te e scuse al tuo amico prete. ciao gaetanino

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  3. francesco ria 23 agosto 2013, 10:01

    ma sta ‘mpaccimu???!!!
    Concordo sulle scuse se don Stefano (che non ho il piacere di conoscere) si è sentito offeso dal punto di vista umano. Ma, opinione assolutamente personale la mia, mi sembra che sia stato un po’ troppo sensibile. Non ci vedo nulla di strano sulle considerazioni di Gaetano. Ha espresso un suo libero giudizio su manifestazioni pubbliche che si sono svolte nel suo paese. Ogni giorno, tra politici e pubblici personaggi frequentatori della chiazza, se ne dicono di tutti i colori, ben peggio di quanto scritto qui da Gaetano. E nessuno si sente in diritto di ‘mpizzare li musi.
    Se la Chiesa vuole veramente essere di popolo e per il popolo dovrebbe anche accettare critiche e voci contrarie, senza atteggiamenti di lesa maestà che, francamente, hanno già fatto fin troppi danni alla nostra nazione e alla nostra società negli ultimi due millenni. Non voglio passare per uno che generalizza e so quanto anche di buono fa la Chiesa, fanno i preti, i contibuti all’arte, alla cultura, ai paesi del terzo mondo, ai bisognosi, ecc ecc ecc. Ma francamente ritengo spropositati i “nodi alla gola” per un brevissimo e legittimissimo pensiero di pura e semplice critica. Chi fa nel sociale (e nella vita in genere) deve essere pronto ad accettare lodi e critiche. Anche se un uomo di fede, religioso o laico, dovrebbe essere pronto a “fare” senza pretendere nulla da questo mondo terreno. Altrimenti dovrei concludere che si fa qualcosa solo per l’applauso finale, per approvazione sociale, per narcisismo.
    Saluti a tutti.
    Francesco

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  4. Non sono cattolica e sinceramente non mi piace nemmeno il fan club che Dio ha creato ma Don Stefano non mi dispiaceva. Erano anni che l’oratorio non era così gremito di bambini e ragazzi che non si vedeva tanta partecipazione e gioia. Don Stefano non ha mai imposto niente a questi ragazzi né una preghiera né una messa e nemmeno ha chiesto loro quale fosse il loro credo: li ha accolti e basta. il grest è stato qualcosa di bello per questi ragazzi: giochi, laboratori ma soprattutto serenità. Spero che questi nuovi parroci sappiano fare altrettanto ma dubito che riusciranno a fare il lavoro fatto da quel “Don” che sarà stato pure grande , grosso e invadente ma ha avuto anche grande passione e grande cuore. Auguri Don Stefano e grazie!

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  5. X Lena,
    egregia signora o signorina Lena, io non mettevo affatto in discussione la sua capacità di organizzare i ragazzi, nè tanto meno l’utilità sociale dei ragazzi che freguentavano l’oratorio. Mi sono limitato a disquisire solo sul suo modo di occupare spazi e luoghi tipicamente laici e questo no, non mi è piaciuto, avrò il diritto di dissentire? Inoltre, il fatto che l’ho definito “grande e grosso come un armadio”, non può essere inteso come un’offesa, al contrario dovrebbe suonare come un complimento semmai. Pensa, per me addirittura potrebbe esserci persino un po’ di invidia, giacchè io, sono rimasto piccolo, non più di 1,65, ed ho sognato sempre di diventare più alto. Comunque apprezzo la tua difesa nei suoi confronti e sono felice di ospitare sempre opinioni diverse dalle mie, soprattutto se espresse così educatamente come hai fattu tu. cari saluti, gaetano

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