BUONI O CATTIVI

BUONI O CATTIVI

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-         Fantantonio

“Chiedo scusa” l’ha detto davvero poche volte. “Allora gioca tu….”, invece è proprio da lui. Antonio Cassano, il talento più controverso del calcio italiano, era già un idolo per tutti nei vicoli di Bari Vecchia. Se tutti fossero come lui il mondo sarebbe un casino. Più rumoroso, confuso e anarchico. Certamente divertente, comunque un casino. Niente paura, non succederà. In pochi nascono come lui. Peter Pan eterni, assolutamente indisponibili all’idea di crescere, di maturazione lenta, contrari per principio ad ogni possibilità di compromesso, sempre pronti a buttar via la maglia appena qualcosa non gli piace. Divide il mondo in bianco e nero , simpatici e antipatici. Il suo mondo odora di tinte forti, intense, bianco o nero appunto. Lampo, intuito, follia, genio e nessuna voglia di crescere. Adora i gesti eclatanti perché se una cosa ti piace, devi prenderla, perché resistere non ha alcun senso. Lui ha i tempi dell’anguilla, divora la vita, sfugge a ogni possibile marcatura. A più di 30 ha già commesso tutti i peccati capitali: ira, lussuria, gola, accidia, invidia, avarizia,superbia. A volte se ne rende conto, altre no. A volte chiede scusa, altre no. E’ l’esempio del capro espiatorio, l’ultimo maledetto del pallone. Cassano è il simbolo di un paese che spera sempre di redimere l’altro, che guarda, disapprova, censura. Lui è un peccatore e in un paese bigotto, moralista e puritano come l’Italia i peccatori piacciono poco. Un Gianburrasca o un Pierino moderni, capace di mettere a soqquadro un mondo, di combinare un guaio dietro l’altro. Di conseguenza sta antipatico a molti, ma a nessuno fino in fondo. Conosce bene il mondo, solo che lo fa dalla sua parte, con i suoi tempi e i suoi modi. Parlare della sua vita giovane e già piena di vertigini, esaltazioni enormi e abissi inspiegabili, è anche un po’ guardare la nostra vita e quella degli altri. Soprattutto comprendere che qualche “Cassanata”, a piccole dosi, può fare bene a tutti, come la necessità del gesto forte e il rifiuto del calcolo. E’ istinto puro, quello che ti ricorda che se una cosa ti piace, devi prenderla. Se Peter Pan un giorno crescerà o se riuscirà per sempre a dribblare il tempo non è dato saperlo. Di sicuro possiede talento sufficiente per invecchiare senza diventare adulto.

-         Mario Bros

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Mario Balotelli ha quasi  25 anni, un’età nella quale un campione è già tale, soltanto pensando ad altri protagonisti del passato e del presente, da  Baggio a Del Piero a Totti. Finora non ha vinto nulla firmando con il proprio cognome, ma è stato presente in mille vicende calcistiche e non, alcune di esse famose con il nome di “Balotellate”. Comunque, nessuno ne discute le doti, sono evidenti, anche se, Cassano è più forte, tutti ne mettono in dubbio il carattere, la personalità, la crescita personale, la maturità. Ma chi è davvero Ballotelli? Cosa farà da grande? Che cosa altro può chiedere alla sua carriera? Ha giocato nell’Inter, nel Milan, nel Manchester City nel Liverpool e in Nazionale. Ha avuto allenatori come Prandelli, Mancini, Mourinho, Allegri, Seedorf . Quale è il totale? Che cosa farà in futuro? Nell’attesa della risposta che darà il campo, si può sicuramente dire che Mario è il simbolo di una generazione che cammina sul tappeto rosso, che si esibisce nel look, nella postura, che gode e approfitta di privilegi e non ha ancora capito che arriverà il tempo in cui il Luna Park, spegnerà le luci. In altri tempi , non esistevano distanze ad esempio tra calciatori e cronisti: le interviste erano libere, si poteva assistere sul campo agli allenamenti. Si aveva la possibilità quindi di guardare più da vicino i protagonisti dello sport più popolare del mondo da Maradona a Zico, da Platini a Paolo Rossi, da Zoff a Rumenigge , da Bruno Conti a Falcao e via discorrendo. Per quanto riguarda Supermario , si fa presto a dire crescerà, che in altri momenti, con altri calciatori saprà dimostrare il suo talento. E’ questo il momento, è questa l’ora in cui un campione vero deve prendersi la squadra sulle spalle come faceva ad esempio Giggi Riva o Franco Baresi, essere cioè capitano anche senza la fascia al braccio, leader con lo sguardo e non zitella inacidita con gli strilli contro l’arbitro, gli avversari o i propri compagni di spogliatoio. E allora? Allora ci troviamo di fronte a un bluff, o meglio, a una sovraesposizione di un calciatore che viene o forse veniva considerato il miglior talento italiano. Anche se a mio parere, il miglior talento  attuale del calcio di casa nostra, se non fosse sempre infortunato è Giuseppe Rossi.  Continuando così, Mario ha messo a rischio anche la convocazione in Nazionale visto che Antonio Conte non ha tempo per aspettare un giocatore che non arriva mai.  Chi vivrà vedrà.  Balotelli secondo me dovrebbe capire che quello che conta è il sudore, la fatica, conta la sofferenza sul campo, conta la fede in una maglia. Il resto è polvere di stelle. E le stelle, quando spunta il sole, scompaiono!

ANTONIO LEO

Collepasso,28/1/2015

 

 

  1. La “camionata di soldi” annunciata dai giornali canadesi per Sebastian Giovinco pare sia arrivata a destinazione e pare che il piccolo attaccante della Juve ora o al massimo quest’estate si trasferirà a Toronto, con una paghetta niente male: 30 milioni in 5 anni. Per quanto “atomica” una formica è sempre una formica e quindi ha un certo talento nell’ammassare sostanze. Nei commenti sul caso prevale lo stupore per l’ingaggio e si intuiscono risolini nascosti per il gusto dei canadesi: 30 milioni di euro per una riserva della Juve che ha giocato 2 partite da titolare in tutto il girone d’andata…Se ne intenderanno anche di Hockey su ghiaccio, ma di calcio…(dicono i giornali). Il forte sentire che Giovinco ha sempre avuto di se , al punto da dirsi pronto per supportare il 10 di Del Piero e di vestire senza imbarazzi il 10 azzurro, nessuno lo ha mai condiviso. Oggi che si prepara a lasciare la serie A per andare in Canada a soli 28 anni e non a fine carriera come Bettega, ci fa sospirare forte…E ci viene un dubbio amletico: forse non abbiamo mai capito sino in fondo l’arte di Sebastian. Se, come non è difficile presagire, Giovinco diventerà una star in America e farà fruttare la sua poesia in un calcio tanto atletico, molti rideranno di noi! Prepariamoci.

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