Bersani ripropone l'ulivo di Prodi.

 

 

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 Bersani rispolvera l’ulivo, Veltroni è finito in soffitta, la Bindi applaude!

Veltroni (lui sì che ha saputo “far l’americano”), il quale fece stravincere  Berlusconi  con la sua stolta pretesa dell’autosufficienza del PD,  è stata del tutto accantonata dalla nuova linea (Nuovo Ulivo) che ha elaborato il segretario del PD Bersani.  Tutti in coro nel PD (tranne i quattro gatti sopravvissuti di veltroniani), a sostenere: “è giusto e opportuno  riproporre il progetto   di una coalizione alternativa al centrodestra, prescindendo dall’autosufficienza del PD”.     

Il progetto veltroniano che aveva alla base la sua stravagante vocazione maggioritaria, ovvero di un PD calamita e assopigliatutto ( chi ha dimenticato il suo slogan nefasto, quel suo “voto utile”?), è l’antitesi della strategia di coalizione di Bersani. Così la Rosy Bindi, presidente del PD: “La proposta di Bersani indica con efficacia la nostra prospettiva, restituendo credibilità e forza alla nostra alternativa con lo stesso respiro dell’idea originaria dell’Ulivo.” Alla domanda di un giornalista il quale le chiede cosa ne pensasse della candidatura alle primarie di Veltroni, la Bindi risponde:  “E si candiderebbe in nome di che? Di una linea con la quale abbiamo già perso, in un solo colpo, governo, alleanze ed elezioni?”  Paradossale, una democristiana, qual è la Bindi, dimostra di essere molto più a sinistra di un comunista pentito fornito di audace genio USA.

Anche Veltroni è stato un pericolo per la democrazia?  Se non proprio un pericolo, quanto meno ha tentato un suo ridimensionamento. Sognava, anzi, ha lavorato per il passaggio da un sistema bipolare, con un raggruppamento di partiti sia nel centro destra che nel centrosinistra, al passaggio al bipartitismo, cioè con due grossi partiti, uno del centrodestra, un altro del centrosinistra, il resto doveva semplicemente sparire, con le buone o con le cattive. Di là il Berlusca, di qua il Veltroni, da tanto impegno e progetto, la nascita del termine veltrusconi. Ora si pensa sì ad un nuovo sistema elettorale, ma dovrebbe ricalcare quello tedesco e non certo il sistema veltrusconiano.   

Anche qui, nella nostra piccola Collepasso, è presente la crema dell’opportunismo politico, la quale continua a guardare con nostalgia e rimpianto al veltrusconismo. Infatti, coloro che  contano veramente nell’amministrazione e di conseguenza nel PD, sono riusciti a liberarsi di Rif. Com. e dell’Idv, aprendo con convinzione a destra nei confronti dell’UDC. Così, mentre nel PD nazionale si pone attenzione e si apre a sinistra, in quello locale si corre decisamente a destra. La cosa più buffa è che pensano di poter vincere ancora in tali condizioni!

Ritornando alla proposta di Bersani, c’è da sottolineare inoltre, che oltre all’Ulivo come schieramento da portare alla vittoria delle elezioni prossime, comprende anche un altro obiettivo, che è, in verità,  non più che un auspicio. E cioè,  che si formi un centro politico (Fini Casini, Rutelli, ed altri), al fine di sbarrare la strada a Berlusconi, e poi, che vinca il centro o la sinistra, comunque, ci si è liberati di Berlusconi, e da subito iniziare con la bonifica per sanare il Paese dalla malattia del berlusconismo.

f.to G.P.

Collepasso, 29/8/2010

 

Su questo argomento, sulla sopra descritta disponibilità di Ferrero, Bersani, in una intervista concessa a Laura Pertici, per “la Repubblica” del 31/8/2010, Pone la seguente domanda: “La litigiosità è stato il tratto distinto nonchè il killer dell’era Prodi. Perchè oggi dovrebbe andar meglio?” Bersani risponde: “Perchè lo scenario è completamente diverso. Per esempio: Rifondazione ha fatto un discorso onesto, escludendo qualsiasi partecipazione ad un futuro governo. Va bene, ho detto, ma siete interessati ad un confronto vero sui temi costituzionali? Siete pronti ad affrontare la battaglia per dare una linea certa al nostro profilo costituzionale? Mi ha risposto di si. Ecco, è così che intendo procedere. Il Nuovo Ulivo è una strardianaria occasione per prendersi delle responsabilità.”

 Vedremo, “Se son rose fioriranno!”

Collepasso 31/8/2010

 

                                                                                                                                           

                                                                     

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