BERLUSCONI CÍ RIPROVA.

RIECCOLO!

BERLUSCONI CI RIPROVA.

            C’erano una volta le madonne piangenti con le quali un certo ceto politico, in combutta con una chiesa abituata da sempre a “puttaneggiar coi regi”, riusciva a rincitrullire un elevato numero di elettori, abituati al trascendentale, che disdegnavano decisamente di votare per la sinistra di classe. Oggi, quelle madonnine piangenti sono diventate superflue. Infatti, sono state degnamente soppiantate dai leader carismatici. I due campioni che hanno saputo rendere superflui i piagnistei delle madonnine, sono Grillo e Berlusconi. Insomma, tra “poveri in spirito” prima soggiogati dalle lacrime della madonnina, e utili idioti ora pigliati per i fondelli dai pifferai moderni, la truffa ai danni degli onesti lavoratori e pensionati, pare sia a tempo indeterminato.

CI MANCAVA IL CLOWN GRILLO!

Il primo, Grillo, è il campione dei clown che da comico ha deciso di scendere in politica, convinto che in politica è più facile far ridere e che si ride di più. E forse anche nella convinzione che il popolo italiano, con tutto ciò che sta subendo con la crisi, abbia la necessità impellente di ridere, diventare un po’ più allegro, utilizzando il suo stile e le sue battute da cabaret. Il secondo, il berluska, è invece il prenditore che cura le sue aziende direttamente dai vertici istituzionali, e da quelle posizioni ha capito benissimo che si può prendere molto di più senza dover dar conto a nessuno.  E se qualcuno ha qualcosa da dire, vedi la magistratura, sventola i risultati elettorali sostenendo che “il popolo mi ha eletto e guai a chi mi tocca. E se qualcuno intende insistere, cambio le leggi e buona notte alle toghe rosse”.

Ho pochi dubbi sul fatto che questi due pifferai, nonostante tutto, possano racimolare tanti voti da tanti elettori bischeri. Quindi per me il vero problema italiano è, di fatto, questa fetta cospicua di italiani! E comunque mi auguro che la maggioranza degli elettori sfugga a questi pifferai del XXI secolo.

Ora veniamo a qualcosa di meno impresentabile. Francamente penso che un’alternativa a questi tromboni populisti della politica politicante sia il centrosinistra, oggi il meno dannoso, visto l’angusto orizzonte politico attuale. Meno dannoso, ma non potrà sanare gran che dei danni realizzati da Berlusconi prima e Monti dopo. Il “pareggio di bilancio”, che è stato inserito nella Costituzione, non gli permetterà di realizzare un riequilibrio dei diritti dei lavoratori, dei pensionati e dei pensionabili. Non lo faranno perché quelle leggi le hanno votate anche loro ( PD), né è pensabile che la copertura a sinistra che la SEL di Vendola ha offerto a questa alleanza sia capace di invertire tale rotta dissennata che è da lungo tempo  a vantaggio dei più forti e contro i più deboli.

C’è però un grosso problema che si troverà di fronte questa alleanza di centrosinistra che quasi sicuramente vincerà le elezioni, e sono i referendum. Referendum che sono ormai in marcia, firme già raccolte, ed entro l’anno venturo, il 2013, si svolgerà la consultazione. Questi referendum capovolgeranno, non ho dubbi su questo, sia l’articolo 18 soppresso dalla ministra Fornero, sia l’articolo 8 del 2011 voluto da Berlusconi, sia l’abolizione del finanziamento ai partiti, e infine l’abrogazione della legge truffa sulle pensioni. Per poterlo evitare saranno costretti a migliorare queste leggi, altrimenti il voto referendario capovolgerà del tutto queste leggi inique.

La sinistra antagonista, la sinistra di classe, è il raggruppamento che ha voluto e organizzato la raccolta di firme per togliere di mezzo queste dissennate leggi volute da Berlusconi prima e da Monti poi. Il primo era solo interessato alle sue aziende e ovviamente se ne fregava dei lavoratori e dei pensionati, il secondo è l’espressione degli interessi delle banche, del sistema finanziario e della loro globalizzazione. Strutture, queste, che hanno come obiettivo portare il nostro paese, i cittadini italiani alle stesse condizioni sociali esistenti nei paesi del quarto mondo.

Infine mi auguro che, per fermare e invertire questa deriva alla quale questi governi passati ci hanno infilato, la sinistra-sinistra, la sinistra di classe, sappia organizzarsi e presentarsi alle consultazioni elettorali con buone prospettive, se non governative, almeno tali da rendere difficile nel Parlamento e nel paese il perpetuarsi di questa tendenza a distruggere gli interessi dei lavoratori e dei pensionati.

Non mancherà chi potrà obiettare che se si tornasse indietro salterebbero i conti con l’Unione Europea. Balle! Ci sono tante spese inutili e addirittura dannose che devono essere eliminate. A cominciare dai cento miliardi di euro circa per aerei da combattimento di “nuova generazione” che avrebbero un senso se dovessimo puntare a fare la guerra a tutto il mondo; ci sono spese altrettanto pazzesche come la TAV; il ponte sullo stretto, altra cazzata; e tante altre ancora e sarebbe lungo l’elenco. Ecco, cominciare con l’eliminare queste spese e destinarle allo stato sociale che hanno azzerato, è la strada giusta da seguire. Ovviamente occorre forte determinazione politica e non farsi condizionare dalle solite lobby. questo è il problema. Quindi si può fare!

Non è fuori luogo ricordare che l’Unione Europea così com’è è tutta da riprogrammare. Per adesso ha solo mostrato la sua faccia arcigna dell’economia globalizzata, è necessario imporre una unione politica che è mancata e manca. Realizzarla non è cosa semplice nè scontata, ma questa è e deve essere l’obiettivo politico di chi vuol conservare lo stato sociale che è un punto fondamentale della sua stessa storia.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 8/12/2012

 

 

 

 

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