Il discorso di Berlusconi alla camera del 29 Settembre 2010

 

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ALLA CAMERA UN DISCORSO ALLA VANNA MARCHI.

  IDV - «Il discorso di Berlusconi sembrava il remake del film comico l’aereo più pazzo del mondo - afferma il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando. Rincara la dose Antonio Di Pietro, che – riferendosi a Berlusconi – parla di «serpente a sonagli», «venditore di tappeti», retto da una «maggioranza farlocca, venduta, comprata o ricattata», fatta di gente che «vota la fiducia per mantenere la propria poltrona». Infine definisce Berlusconi, ”stupratore della democrazia”.

UDC - Secondo il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, si è trattato di un «discorso da primo giorno di scuola». «Se lo avesse fatto nel ’94 sarebbe stato credibile – aggiunge l’ex presidente della Camera – ma tutte le cose che dice e si pone come obiettivi condivisibili in realtà non sono state fatte finora». 

PD - Diversi i toni utilizzati dai partiti dell’opposizione. Pier Luigi Bersani parla di discorso «incommentabile». «L’avete sentito anche voi – dice il segretario del Pd – no so in che Italia viva» il premier. «

Così si può ottenere la fiducia di un giorno – afferma invece Dario Franceschini - ma non si governa un Paese. La crisi resta aperta».

«Gli appelli alla coesione nazionale – dichiara dal canto suo Massimo D’Alema - sono inviti che possono essere fatti solo da chi ha la credibilità per farli e non è il caso del presidente del Consiglio».

«Quello che ha descritto Berlusconi – aggiungeWalter Veltroni - è un mondo immaginario, televisivo: il Paese reale è un altro, e ci sono imprenditori in difficoltà e lavoratori che perdono il posto». 

  DILIBERTO: «IL DISCORSO DEL PREMIER? VUOTO PNEUMATICO» Per Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci è «Vuoto pneumatico. Il discorso di Berlusconi alla Camera non lascia adito a dubbi: in Europa siamo il Paese con il peggior premier. Ha presentato un libro dei sogni, tipico di chi, senza maggioranza certa e al corto di risultati concreti, è costretto a raccattare di tutto e di più. Oggi il premier ha salvato il salvabile ma il suo è un governo bollito, senza idee e prospettiva».

FERRERO: «BERLUSCONI GALLEGGIA SULL’AGONIA DEL PAESE» «Berlusconi non ha chiarito nulla della crisi della sua maggioranza e ha deciso di galleggiare sull’agonia del paese, incapace com’é di fare qualunque proposta per uscire dalla crisi». Questo il giudizio di Paolo Ferrero, segretario nazionale del partito della Rifondazione comunista – Sinistra europea. «A questo punto é evidente che l’agonia berlusconiana può durare a lungo e fare danni ulteriori. Occorre quindi urgentemente costruire una opposizione degna di questo nome e per questo proponiamo al centro sinistra di dar vita immediatamente all’alleanza democratica con l’obiettivo di cacciare il prima possibile il governo Berlusconi»

 

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Sopra, le prime battute politiche degli esponenti dei partiti di opposizione nei confronti del discorso di Berlusconi alla Camera.

Ore 18, Bersani nel suo intervento, durante la discussione alla Camera sulla fiducia al Governo, ha definito questa fiducia: “la fiducia del cerino”. Con tale espressione intendeva  dire che, la maggioranza, PDL,  lega e finiani, compreso il presidente del Consiglio, nessuno ha voglia di andare avanti, tutti invece, vorrebbero le elezioni anticipate. Ma, allo stesso tempo, nessuno si vuole assumere la responsabilità di mandare tutti a casa. Quindi, si resta nell’equivoco, giacchè è chiaro che, anche i finiani voteranno la fiducia, di conseguenza, il governo non cadrà, ma difficilmente potrà governare. Pertanto, prepariamoci al peggio, altri danni in arrivo per l’Italia intera.

Ore 20,00, la fiducia l’ha sì ottenuta, ma ahimè per il berlusca, sono stati necessari i voti dei finiani. Quindi, il mercato delle vacche non ha funzionato a dovere, non si son trovate abbastanza vacche da comprare. A questo punto il cappio si stringe intorno al collo del Presidente del Consiglio. Lui lo sa bene che, quando affronterà la questione della giustizia, che lo vuole in galera, non ci sarà lodo che passerà. A questo punto è tutto suo l’interesse ad andare al voto anticipato. Perciò si può affermare che il cerino, a cui accennava Bersani, è rimasto in mano a Berlusconi, per adesso.

C’è da aggiungere che , la strategia del dominio, la mitologia della sovranità assoluta di Berlusconi, è finita, è andata in pezzi. Il suo salvacondotto mediante qualche altro lodo Alfano per non finire in galera,  deve trattarlo con il suo nemico Fini, che ha tentato di fare a pezzi quest’estate con la ormai famosissima casetta in Canadà, pardon, a Montecarlo . 

 

 F.to G.P.

Collepasso, 29/9/2010

 

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