BAD BOYS

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-      Irish Pub

L’altra faccia della medaglia del dorato mondo del football è rappresentato dai cattivi maestri e cioè quelli che per antonomasia sono definiti dei Bad Boy o gli ultimi veri maledetti del calcio. Uno è un irlandese di Belfast , il primo della lista, tale George Best. Egli, non è stato solo un calciatore eccezionale, ma ha influenzato con il suo modo di fare e la sua personalità, un’intera generazione di giovani. Molte della frasi dette da Best sono rimaste celebri, tipo: “ho sempre voluto essere il migliore in tutto, in campo il più forte, al bar quello che beveva di più”. Oppure: “non puoi solo andare là fuori e battere l’avversario , devi impressionarlo a tal punto che non vorrà più vederti”. Divenne così celebre che fu il primo sportivo ad essere chiamato a recitare in spot  pubblicitari per la Tv  e grazie ai capelli lunghi fu accomunato alle rockstar dell’epoca con soprannomi tipo il 5° Beatles. Tutto ciò che faceva, diventava un atto da imitare. Anche la sua esultanza dopo un gol. Correre   felice era assolutamente originale e nuovo in un’epoca in cui  si limitava ad una stretta di mano mentre ci si dirigeva verso il centrocampo.  La sua carriera però iniziò una parabola discendente, quando ancora ventottenne decise di tornare in Irlanda, la sua terra d’origine per tornare a giocare. Inoltre, non riuscì mai a chiudere con l’alcol e smise quindi di essere un giocatore professionista. Nonostante un trapianto di fegato, morì nel 2005 a causa di un’infezione epatica. In occasione del 60esimo della sua nascita la città di Belfast, ha deciso di intitolargli l’aeroporto.

 

-      Wine Bar

L’altro è Gazza Gascoigne, forse  l’ultimo prototipo di quegli artisti maledetti (poco importa se si tratta di poeti, scrittori, cantanti, pittori) che entrano nel cuore della gente perché con i loro eccessi esprimono quel desiderio di libertà e trasgressione che consente a ognuno di noi di immaginare una vita lontana dal tran-tran quotidiano. L’anormalità rappresenta la tentazione, Eva che ci mostra la mela e ci invita a uscire dagli schemi preconfezionati dal sistema. La normalità è invece una coperta calda e rassicurante come quella di Linus. Il destino dei maledetti da Baudelaire a Mallarmè da Gascoigne a Van Gogh, Da Maradona a Vasco, da Pantani a Steve Mc Queen, da Jimi Hendrix a George Best, ci affascina perché ci consente di vivere per interposta persona. Il gusto dell’ irrazionale. Bobby Charlton è stato il giocatore più forte e rappresentativo del Manchester degli anni 60 e 70 ma alla fine il più amato è stato Best che si raccontava in modo semplice: ho speso i miei soldi in macchine veloci, alcool, donne e il resto li ho sperperati. Nel passaggio finale della sua esistenza però ha mostrato segni di ravvedimento. Paul Gascoigne in arte “Gazza” sembrava essersi ravveduto, di essere tornato dall’Arizona un uomo nuovo, ripulito dai demoni dell’alcool, liberato dal fascino dell’eccesso. Poi ha nuovamente malmenato l’ex moglie Cheryl, lo hanno fermato ubriaco e spedito in ospedale. E di lì è fuggito. Per un’avventura dai contorni sconosciuti e dai caratteri angosciosi, perché la maledizione in Gascoigne si è trasformata in autodistruzione, nella totale perdita di quel senso del limite ultimo che ti blocca a un centimetro dal burrone. E dopo essere scomparso dai radar per tre giorni senza che nessuno sapesse dove era, è riapparso all’improvviso, La speranza è che riemerga da quel mare torbido che sembra risucchiarlo verso il fondo. La speranza è che per l’ex giocatore della Lazio uno dei vecchi eroi di ITALIA 90 non valga come è stato per George Best quel verso di una canzone dei Doors ( Jim Morrison) un altro maledetto. La frase diceva; questa è la fine, la mia unica amica, la Fine!

ANTONIO LEO

Collepasso, 4/2/2015

 

 

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