Attenti al gorilla!

Pubblico volentieri un articolo di Francesco Ria già pubblicato sul sito iltaccoditalia.net  il 26 settembre 2011

 

 immagine-09.jpg

Attenti al gorilla!

di Francesco Ria

 

con poco senso del pudore
le comari di quel rione
contemplavano lo scimmione
non dico dove non dico come
attenti al gorilla!
(F. De Andrè)

 100_23711.JPG

 E se davvero fosse giusto così? Se davvero non esistesse la democrazia, l’uguaglianza? Se davvero dovessero continuare ad esistere sempre sfruttatori e sfruttati? Ladri e derubati?

Se l’illuministica illusione di qualcosa che somigli all’uguaglianza fosse solo l’estrema produzione artistica del Rinascimento? Come il canto del cigno di un uomo finalmente capace di giudicare il valore solo dalle emozioni e non più da beni materiali e tangibili.
Se davvero i partigiani di tutte le epoche fossero dei pazzi visionari?
Se davvero i mazziniani, i Mille, gli operai e i poliziotti figli della stessa miseria morti nelle lotte per le conquiste sociali fossero solo il frutto di esperimenti della CIA con LSD?
Non saprei come altrimenti spiegare questi giorni, mesi, anni, di morente decadenza del viver civile e della cultura del diritto. Selvaggio West dove si picchiano selvaggiamente ragazzini per un sorpasso e per qualche parola di troppo.
Ma c’è qualcosa di peggio. Di più cancerogeno nella società. Se in passato avessero rubato capre e pecore e grano e latte ad un contadino questi avrebbe reagito difendendo con i denti il frutto del suo lavoro. Oggi ridiamo con Maria De Filippi e Belen di chi ci sottrae stipendi e diritti e servizi. E mentre con i nostri soldi si comprano i sollazzi del sovrano si rimane inerti di fronte alla distruzione del nostro lavoro e dei sogni di tutte le generazioni passate.
La nostra è la prima generazione che ha la certezza di stare peggio di chi ci ha preceduti. Ma è anche la più fossile nella mentalità e nei sogni. Forse non meritiamo ciò che ci hanno dato. Forse è già tanta la finta libertà nella quale ci crogioliamo credendo che la moda sia il suo termine di misura. Libertà intesa come massificazione culturale e delle coscienze. Ossimoro che uccide la logica e mortifica il pensiero.
Forse meritiamo tutto ciò.
L’arena politica (così amano definirla i nuovi brillanti commentatori dei maggiori tg) somiglia sempre più alla gabbia del gorilla allo zoo dove noi visitatori commentiamo gli attributi della bestia senza nemmeno che le presunte verginelle in gita con l’azione cattolica si coprano gli occhi facendo finta di scandalizzarsi. Ma i visitatori sono in realtà i veri prigionieri e il gorilla si finge primate sollazzandosi della potente sovranità popolare autoridottasi in schiavitù.


Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *