Attentato in Afganistan, muore sul colpo carabiniere scelto collepassese


“COLLEPASSO – Si chiamava Manuele Braj, aveva 30 anni, era nato a Galatina, ma abitava in via Leonardo Da Vinci, civico 35, a Collepasso, paese di poco più di 6mila abitanti. E’ l’ennesima vittima salentina dell’eterno conflitto afgano.

Carabiniere scelto, di stanza presso il 13/o Reggimento “Friuli-Venezia Giulia”, a Gorizia, lascia la moglie, Federica Giaccari, 28enne, ed il figlio, di 8 mesi. La donna ha ricevuto la tragica notizia mentre si trovava in casa, proprio a Coleppasso, a due passi dall’abitazione di via Leonardo da Vinci. Un punto d’appoggio per trascorrere qualche giorno nel Salento, in attesa che la raggiungesse il marito. Poi, sarebbero ripartiti per il Nord Italia. E invece il destino ha scelto diversamente per la famiglia Braj. In queste ore si susseguono le visite di condoglianze di amici e parenti della vittima. Dalle autorità militari al sindaco di Collepasso Paolo Menozzi. “Che la morte di Manuele, insieme alla morte degli altri 50 militari uccisi dall’inizio della missione Isaf, non sia vana”. Ecco cosa si legge sul sito istituzionale del Comune di Collepasso”. (Tratto da “Lecce Prima).

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Ancora una giovane vita spezzata, ancora una famiglia distrutta. Tutta collepasso, compreso il sottoscritto, piangerà la sua morte e si unirà al dolore che ha colpito i familiari. Ma è giusto anche chiedersi perché ancora questa tragedia, perché siamo ancora lì in Afganistan? Sì, è opportuno, anche in così tragici eventi, dopo che anche Collepasso ha dato il suo contributo di sangue a questa guerra scellerata, chiediamocelo allora perché, senza nulla togliere al sacrificio del nostro paesano carabiniere caduto. E pensare che, da carabiniere, come tale avrà pensato che il suo mestiere sarebbe stato quello di multare automobilisti scorretti, acchiappare qualche ladruncolo, invece… Invece, ecco che è stato inviato in una terra lontana, in un Paese sconosciuto e tra un popolo niente affatto disposto ad accoglierlo come un liberatore. Mentre per Manuele sicuramente era intesa come tale la sua missione in quel paese.

Quindi, il nostro giovane Emanuele si è trovato nel “bel mezzo” di una guerra, una guerra coperta dai soliti guerrafondai con la loro immancabile definizione di “intervento umanitario”. Cosa ci sia di umanitario poi in un intervento armato contro un popolo, l’Afgano, che ha subito migliaia di morti ammazzati, è un mistero. Un mistero, questo, che generali e politici non ci hanno ancora spiegato. Ah già, i Talebani cattivi! Noi invece i buoni, che cerchiamo di imporre la democrazia ad un popolo che non sembra affatto interessato.

In realtà, questi “interventi umanitari” non fanno altro che incattivire chi è già abbastanza incattivito dalle condizioni socio-economiche in cui l’occidente capitalista ha fatto sprofondare tanti paesi, tanti popoli. Dalla Jugoslavia all’Iraq, dalla Libia all’Afganistan, si è solo seminato morte, distruzione, disperazione per quei popoli aggrediti, con la foglia di fico “dell’intervento umanitario”. Quando si massacrano innocenti e disarmati, allora li chiamano effetti collaterali, quando si uccide un afgano in armi, si dice che è stato abbattuto un nemico che meritava di fare quella fine; quando a lasciare la pelle è un “operatore umanitario” occidentale, allora contro di lui si è commesso un atto terroristico, un atto vile ecc. Sarà un caso? Anche i nazisti definivano terroristi i partigiani! Ma quand’è che la smetteranno di raccontarci balle scandalose per giustificare la loro sete di dominio? La loro esigenza di alimentare guerre per far felici i produttori di armi? La loro necessità di garantire le grandi compagnie petrolifere? Ecco queste verità sono sotto gli occhi di tutti, eppure fatichiamo parecchio ad ammettere che siamo dalla parte del torto. Soprattutto quando ad essere colpiti sono dei nostri connazionali, ancor di più se sono paesani. Ma piaccia o meno, signori, siamo dalla parte del torto, e questo nostro paesano è un caduto in questa guerra, non voluta né da lui né nostri connazionali. Quindi, questo nostro paesano caduto è, di fatto, una vittima innocente del potere illimitato delle lobby petrolifere e degli armamenti.

Ora si stanno realizzando le condizioni per intervenire anche in Siria. Prima hanno armato i ribelli contro il governo siriano, poi è stato provocato un incidente aereo tra Turchia e Siria: il piatto è pronto, i guerrafondai e gli industriali degli armamenti se la ridono sotto i baffi: altri grossi affari in vista, alla faccia di quell’umanità che vorrebbe vivere in pace, mentre i bifolchi organizzano un’altra guerra.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 25/6/2012

  1. DONATO FRACASSO 25 giugno 2012, 20:58

    COMUNICATO STAMPA
    Parrocchia “ Cristo Re “
    COLLEPASSO ( Lecce)

    COLLEPASSO, li 25/06/12
    OGGETTO: ANNULLAMENTO “11^ SAGRA SARACINA” .

    Il Comitato della “ SAGRA SARACINA”, a seguito del grave lutto che ha colpito la Comunità di Collepasso con la perdita del giovane Carabiniere scelto Manuele Braj avvenuta, oggi, 25 giugno 2012 in Afghanistan, per rispetto di Manuele, della moglie Federica , del piccolo Manuel e delle rispettive famiglie e parenti, nonostante i preparativi fossero ormai in uno stato avanzato,unanimemente,
    HA DECISO di ANNULLARE
    l’0rganizzazione della “ 11^ SAGRA SARACINA” del 14 e 15 luglio p.v.
    Si prega cortesemente voler pubblicizzare il Comunicato.
    L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

    IL PRESIDENTE DEL COMITATO IL PARROCO

    (Donato FRACASSO) (Sac. Oronzo ORLANDO)

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  2. Paolo Menozzi 29 giugno 2012, 20:41

    COMUNE DI COLLEPASSO
    Provincia di Lecce

    Sig. Sindaco,

    A nome della Comunità di Collepasso, Le esprimo i più sentiti ringraziamenti per il ricordo del nostro concittadino Manuele Braj carabiniere scelto, vittima di un vile attentato in Afghanistan. Le nostre Comunità, accumunate da questa tragedia, possano essere promotrici di pace, di solidarietà, di unità. La prego di estendere i ringraziamenti a Sua Eccellenza Mons. Arcivescovo Dino De Antonio, alle Autorità che interverranno alla cerimonia funebre e a tutta la Comunità di Gorizia.
    Saremo idealmente vicini con il cuore e con la preghiera.

    Grazie.

    Dott. Paolo Menozzi
    Sindaco di Collepasso

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