Armi e petrolio a noi!

 

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In Egitto e in Tunisia niente petrolio? Niente intervento!

In Libia petrolio e gas? Intervento sì, umanitario!

 

Interverranno, e sarà peggio dell’Afganistan!

Gheddafi ha cercato di renderla una Nazione dopo averla liberata dal colonialismo italiano. Ma ahi lui, non ci è riuscito, anche perché con le sue personali stravaganze e una gestione familiare dello Stato si è alienata una parte del suo popolo. Oggi tornano alla ribalta le vecchie e decrepite tribù le quali vagheggiano un ritorno al passato. Mentre gli integralisti sciiti non stanno a guardare, altri grandi spazi si aprono alle loro farneticazioni. E manco a dirlo è dalla Cirenaica che è partito l’assalto allo Stato. È lì in questo territorio che ci sono i giacimenti petroliferi e di gas più consistenti. Infatti, se si osservano i punti intorno ai quali sono nati e si sviluppano gli scontri, più che a liberare il territorio delle tribù preesistenti sembrano interessati a mettere le mani sul petrolio gas e raffinerie, sia da parte degli insorti che da parte del potere governativo.

E  l’Italia, ancora una volta, a fianco degli Stati Uniti, si dissanguerà in uomini mezzi e risorse economiche come fosse l’utile idiota dell’impero nord-americano. È necessario fermare questa nuova deriva. E’ allora compito di tutte le forze antimperialiste e amanti della pace del nostro paese rompere questo muro di ipocrisie internazionali.

I ministri degli esteri di Bolivia, Cuba, Ecuador, Nicaragua e Venezuela hanno espresso il loro sostegno all’iniziativa del presidente venezuelano Chavez, per la creazione di una commissione internazionale che ricerchi una soluzione negoziata del conflitto interno alla Libia.

SOSTENIAMO QUESTA INIZIATIVA LATINO AMERICANA,

FERMIAMO I GUERRAFONDAI,  FERMIAMO QUESTO COVO DI VIPERE!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 8/3/2011

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