AREA TECNICA

 

 Ricevo da Antonio Leo e pubblico, anche se solo parzialmente condivido.

 

 

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AREA TECNICA

Governo tecnico è quel governo d’emergenza affidato a persone esperte dei settori che devono gestire, gente che se intende. Trasporti, sanità, giustizia, istruzione, economia, possono essere affidate a chi non ne capisce nulla? Chi può desiderare un governo inconcludente? Questo non vuol dire che la politica coincida con incompetenza, esistono politici esperti in settori essenziali per il paese: ingeneri, medici, giuristi ed economisti. Però è proprio qui che sta il problema. Far funzionare un ministero “tecnico”, richiede scelte tecniche! I soldi si spendono per fare certe cose e non certe altre, gli appalti si danno a certe imprese e non a certe altre, le persone si assumono se preparate e oneste e non se indicate dal partito, e così via.

Solo che il politico, anche il “politico tecnico” non si regola mai in questo modo. Tra una scelta funzionale e l’interesse del Paese e un’ altra che giova a lui o al suo partito o anche ad un partito alleato, sceglie sempre ed ovviamente la seconda. Per questo sono nate le varie P2 , P3 ed altre ancora non scoperte. Insomma il politico, anche se tecnico, ha una malattia genetica: il conflitto di interessi.  Magari non è vero dirà qualcuno. Forse non si può generalizzare. Allora vediamola sotto un altro punto di vista; per esempio parliamo di economia, nella situazione in cui ci troviamo, le scelte economiche sono purtroppo micidiali. Adottare le scelte giuste garantisce al politico che le propone e figuriamoci a quello che le adotta la sua  morte politica! Chi lo voterà ancora’? ne è prova la finanziaria… servono sacrifici mostruosi.

Tutto questo al tecnico non succede, per i vari Monti, Draghi, Ciampi e gente come loro, accollarsi la responsabilità di salvare nel senso stretto della parola, il paese è un onere, non un benefit. Lo farebbero per amor di patria sempre letteralmente parlando e alla fine tornerebbero alle loro occupazioni ringraziando Dio che è finita! Questo è il  motivo per cui credo che un governo tecnico è proprio quello che serve ora all’ Italia. E’ anche vero che di politici tecnici onesti ce ne sono stati. La nostra Costituzione  ne è un esempio.  Solo che dopo il 1950 le cose son cambiate e siamo arrivati alla drammatica situazione di oggi dove urge immediatamente una svolta. Se non ora, quando?

Antonio Leo 

Collepasso 14/11/2011

  1. il politico deve dare conto al popolo per essere rieletto il tecnico a chi darà conto???
    Un interesse non condiviso probabilmente non è un interesse giusto, il politico DEVE condividere degli interessi secondo la visione del mondo che che coincide con gli ideali di un partito, non dovrebbe porre l’interesse come se fosse solo suo, se lo fa è un disonesto, ma deve portare avanti le istante comuni che possono coincidere con le proprie, altrimenti porta avanti battaglie che non sente proprie ed è peggio.
    I tecnici possono essere di ausilio alla politica, non dirigerla, altrimenti si commissaria non solo il governo ma la democrazia.

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