ANCORA SANGUE INNOCENTE IN PALESTINA.

ANCORA SANGUE INNOCENTE IN PALESTINA.

 

Circa quattro anni fa Israele invadendo la striscia di Gaza uccise 1400 palestinesi tra cui quattrocento bambini. Quell’operazione fu chiamata, dagli israeliani, “piombo fuso”. In quel periodo scrissi l’articolo sotto riportato con delle foto terribili per raccontare l’accaduto e il perché. Nonostante quel massacro, del resto previsto dagli invasori, la situazione non è cambiata. Un milione e mezzo di palestinesi continuano a vivere rinchiusi in quella striscia con un totale embargo di ogni genere, compresi quelli alimentari. Un’autentica prigione a cielo aperto per quel popolo, mentre Israele continua ad occupare sempre più territori palestinesi costruendo migliaia di colonie.

L’Onu, questo organismo internazionale, pur avendo più volte deliberato risoluzioni contro l’occupazione da parte degli israeliani ed avergli imposto di ritornare alle frontiere del 1948, non è riuscita a farne rispettare neanche una. Questo per demerito degli Stati Uniti d’America, braccio armato degli israeliani che puntualmente ponevano il loro veto a queste risoluzioni e tutto svaniva nel nulla. Nonché per la pusillanime, neghittosa Europa, e tanti paesi arabi che preferivano chiudere tutti e due gli occhi di fronte a questi massacri.

In questi giorni torna la stessa terribile scena, missili, bombe, e le inevitabili stragi di innocenti. Ma se fino a qualche anno fa Israele aveva tanti alleati lontani e tanti vicini che chiudevano tutti e due gli occhi di fronte alle loro protervie militari, oggi lo scenario è cambiato in peggio per Israele, e, a mio avviso, fa male a non tenerne conto. Le cosidette “primavere arabe”, che secondo il disegno degli occidentali guerrafondai dovevano liberare quei popoli dalle dittature e garantire la democrazia, in realtà erano le fonti energetiche il vero interesse. Questi interventi occidentali su quei paesi, in realtà si sono rilevati delle grosse opportunità per i militanti dell’Islam, e con questi al potere, la geopolitica del medio oriente è del tutto cambiata. E, evidentemente in peggio per gli israeliani. Gli israeliani se non trovano amici lungimiranti i quali possano far notare ai loro governanti il baratro che si sta aprendo sotto i loro piedi e quindi correre ai ripari, sarà terribile ma inevitabile quello a cui  assisteremo in seguito: ancora una volta gli ebrei torneranno a “vivere da forestieri in terra straniera”.  Concludo queste mie  modeste riflessioni, augurando agli israeliani che sappiano trovare il giusto equilibrio tra la difesa del loro territorio e il diritto dei palestinesi ad  avere anch’essi una Patria.  Pretendere di continuare a farli sopravvivere come schiavi sotto il ferro e il fuoco delle loro armi micidiali, non potrà durare in eterno, prima o poi il conto gli sarà presentato e rischia di essere molto salato per quel  popolo. 

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 19/11/2012

 

Sotto ripropongo un articolo scritto in occasione dell’ultima incursione israeliana nella Striscia di Gaza del 2008.

 

 

LA PALESTINA TERRA SANTA?

Sarà, però…

Gli Israeliani, o meglio il governo e l’esercito Israeliano (conviene sempre precisare bene quando si parla di quel Paese, di quel Popolo, altrimenti ti inseriscono subito nella lista nera dei nazi-fascisti, ma soprattutto, fanno in modo da farti passare per un anti-semita anche se esprimi solo un’opinione negativa sulla degenerazione che il sionismo dei loro padri fondatori ha subìto nel corso di un secolo. Ahi Sem, che indocile progenie fu la tua!), agiscono con i palestinesi con uguali criteri che gli americani applicarono nei confronti degli “indiani”, l’indigeni locali: “il genocidio”.

Infatti, copiano la tracotanza dei loro amici americani ed hanno, anche questi come gli americani, stabilito che per ogni israeliano ucciso dai musulmani palestinesi occorrerà ucciderne cento palestinesi musulmani (i nazisti si accontentavano di dieci a uno), senza dimenticare che un terzo almeno devono essere bambini da zero a dodici anni circa. Puntuali, hanno già fatto! (Erode ne uccise di meno).

Ammesso che fossero morti solo trecento bambini, come mai questi politici e militari israeliani non finiscono nelle mani del tribunale internazionale per crimini contro l’Umanità? Ma non è forse vero che per molto di meno, tipi come Milosevic e Saddam Ussein, sono tragicamente spariti dalla faccia della terra?
Ho un pessimo presentimento: Se il popolo d’Israele tarderà a fermare i suoi guerrafondai politici e militari, e non riuscirà a instaurare un rapporto di pari dignità con i suoi vicini, non solo assisteremo alla produzione di centinaia di quei famigerati falsi “protocolli dei savi di Sion”, e una marea montante di antisemitismo, ma c’è anche il rischio concreto che prima o poi venga fuori un nuovo Nabucodonosor, o un Tito, o un Adriano, che ributterà a mare loro e la loro intolleranza razzista (di origine religiosa) nei confronti di chi non fa parte del “popolo eletto”, quindi non ha alcun diritto sulla loro(?) “terra promessa”.

Un augurio a tutti gli israeliani affinché riescano a fermare le loro scalmanate autorità, prima che il sangue di tutti gli innocenti che stanno trucidando, faccia impallidire il loro drammatico olocausto, subìto dagli ebrei della diaspora, nel secolo scorso per opera del nazismo.

Gaetano Paglialonga
Collepasso 15/1/09

 

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