ALL’ARMI SIAM BORGHESI….

 

Piramide-del-capitalismo1

ALL’ARMI SIAM BORGHESI….

Il termine borghese risale alla fine del Medioevo. Borghese era l’abitante dei borghi allora esterni alle mura della città.  Mura fortificate contro gli eserciti che minacciavano la sicurezza e le istituzioni delle comunità che nel tempo vi si erano insediate. I borghi godevano di franchigie e non avevano obblighi feudali verso le oligarchie che detenevano il potere, esercitando in modo arbitrario e autoritario. E che, proprio per questo, finivano con il perderlo a vantaggio dei vicini sempre più emancipati. L’ascesa della borghesia ad esempio in Francia fu lenta e inesorabile, acquistando la dignità di Terzo Stato, senza godere di scandalosi privilegi come gli altri due.  Chi dettava legge e menava le quadriglie erano la nobiltà e il clero finche la ribellione del ceto medio, spalleggiato dall’intellighenzia illuminista, pugnace e lungimirante, non accese le micce della più grande rivoluzione politica e sociale del mondo moderno che cambiò il volto dell’Europa ancora sotto il gioco di un patriziato e di una chiesa a quei tempi avida, corrotta, inette, insolente cioè la chiesa Cesaropapista. La borghesia fu l’artefice attiva e decisiva dell’ Ancient règime, marcio dalle fondamenta e dalla liquidazione di una dinastia scialacquatrice, smidollata e spocchiosa. Il ceto medio assurse alla guida del Paese, che trovò in Napoleone un demiurgo ambizioso  e geniale che favorì la grandezza della Francia con il pugno di ferro e le conquiste continentali. In Italia invece, le cose andarono diversamente e il destino della borghesia, ammesso che mai ne abbiamo avuta una,  fu travagliato e contrastato e manomesso come sempre dalla Chiesa. E non da quella spirituale, che abbiamo sempre rispettato, ma da quella temporale, costantiniana, bersaglio perenne dei nostri strali polemici. Una Chiesa questa, nepotista, simoniaca, che ha visto in Cavour l’Anticristo e in chi voleva l’unità dello stivale, conseguita nel solo modo in cui si poteva conseguire; l’eversore dell’ordine costituito. I notabili dell’Italietta, proba, capace, operosa, saggiamente conservatrice, di estrazione borghese, di solida cultura, di sentimenti leali, custodi di antichi valori, fautori di merito, diedero per qualche decennio nerbo a quel ceto medio cui per dignità e tradizione appartenevano.

Mussolini  invece, detestava l’aristocrazia, non amava l’alta borghesia, coccolava la classe media e che che se ne dica adorava il popolo, di cui era figlio e da cui proveniva. I gerarchi li scelse, come ad esempio il ferroviere Farinacci, in quel milieu, titolari di qualche piccola rendita, di buona educazione, stanchi del tran tran Giolittiano.

E la borghesia di oggi?  Non è un ceto compatto. Che sa quello che vuole. E’ un corpaccione  sociale senz’anima e senza ideali, che vive alla giornata e non ha mai trovato la giusta temperatura di fusione.  Frastagliata come un fiordo, non ha aneliti, non ha programmi, non ha anima, non ha più religione, ignora i valori o li considera orpelli. Politicamente è un’ insalata russa che guarda al berlusconismo ed ora anche a Renzi, ma con la maionese impazzita. Pensa solo al proprio particolare, non si batte per nessuna causa che non abbia per lei un tornaconto immediato. Si schiera con il più forte, prima la Dc, ieri Berlusconi oggi Renzi, finchè è il più forte.

Borghesia, è in Italia la più progressista incubatrice delle dottrine più rivoluzionarie e dei movimenti più reazionari e riottosi. A suo tempo(anni 70) spasimo per i contestatori reazionari neri e strizzò l’occhio alle rivoluzionarie Brigate Rosse e scese in piazza a braccetto con i più riottosi e facinorosi anarchici. Inoltre, spalancò i propri salotti e le damazze più generose ai sessantottini  che inneggiava a Che Guevara, Ho-chi- Min e a Mao Tse Tung. Contestatori che invocavano un nuovo mondo diverso da quello costruito dai padri dopo la seconda guerra mondiale.

Oggi, da noi, parlare di borghesia e come parlare della luna o del mostro di Loch Ness. Nessuno sa cosa sia, dove sia e cosa voglia.

F.to Antonio Leo

*****

Cipputi ha una storia diversa da raccontare sugli anni sessanta e settanta:

images 2

Che la borghesia produttiva abbia perso peso e sostanza, ne son convinto anch’io. Ma ciò è accaduto perché è stata surclassata dalla borghesia finanziaria che con l’avvento della globalizzazione ha potuto imporre le sue leggi grazie al mercato globale, e il mercato finanziario ha fatto scivolare nell’inconsistenza la borghesia produttiva.

La borghesia di quegli anni se la faceva con estremisti e anarchici? Ma fammi il piacere! In realtà tramava contro la sinistra e le sue richieste di carattere sociale ed economico. Poi, si sa, il lavoro sporco lo hanno fatto i servizi segreti italiani e statunitensi, i quali hanno inventato e diretto le varie forme di violenza, ovviamente con una buona dose di coperture politiche ai massimi livelli; violenze, poi, che sono state delegate alle brigate rosse e nere. Insomma, gli opposti estremismi di fanfaniana memoria sono stati elaborati a tavolino e applicati nelle loro bestiali operazioni machiavelliche.

La borghesia che ha potere reale, oggi è solo finanziaria, perché gli antichi borghesi che organizzavano la produzione, sono finiti sotto schiaffo della borghesia finanziaria. Certo, alcuni di loro, forse tanti, forse pochi, capito l’andazzo hanno rinunciato al rischio d’impresa e, il loro surplus, i guadagni netti, invece di realizzare investimenti e ricerca, hanno preferito giocarseli in borsa. Perciò, di fatto, anche questi antichi imprenditori, in parte sono diventati speculatori. Hanno scoperto che è più facile fare soldi con i soldi, piuttosto che rischiare nell’impresa. Coloro che si ostinano a restare onestamente nel loro ambito di imprenditori, stanno passando i guai finanziari che tutti conosciamo: se non scappano de localizzando, sono soggetti a tassazione fiscale micidiale, a burocrazia sempre più asfissiante, infine alle varie mafie del pizzo.

Cipputi

Collepasso, 24/11/2014

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *