ALLA SCOPERTA DELL’UNIVERSO

ALLA SCOPERTA DELL’UNIVERSO

-       Galileo e il metodo sperimentale

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Tutti sanno che è vissuto un uomo chiamato Galileo, e tutti sanno che quell’uomo è famoso, pochi invece, sono in grado di dire quali sono i reali motivi di tanta celebrità. Nella cultura scientifica diffusa, esistono diverse immagini di Galileo. La più nota è quella secondo la quale, egli fu padre del metodo sperimentale; eppure, prima del Galilei, generazioni di astronomi e di anatomisti avevano fatto buon uso di un sapere fondato proprio sulla sperimentazione. Una seconda immagine ci invita a vedere Galileo che contribuisce alla nascita della scienza moderna non sulla base di esperimenti che sarebbero stati irrealizzabili nella prima metà del seicento, ma sulla base di una filosofia che raffigurava un mondo scritto in linguaggio matematico; eppure prima dello scienziato toscano, moltissimi intellettuali si erano ispirati a Platone senza tuttavia scoprire le nuove leggi della meccanica o i primi satelliti di Giove… Queste due immagini sono, a mio avviso, troppo unilaterali. Vero è che prima di Galileo la conoscenza scientifica era spesso ancorata all’esperienza e alla misura, ma è anche vero che Galileo seppe trovare rapporti originali tra osservazione e teoria. Vero è anche che certe espressioni galileiane, pur apparendoci semplici, sono difficili da realizzare con le tecniche del 600, ma è altrettanto vero che il genio pisano era un eccellente uomo di laboratorio, il quale sapeva di volta in volta superare le difficoltà pratiche con accorgimenti la cui genialità non finisce di stupirci.

Il mondo scientifico in cui viviamo è, sotto molti aspetti erede dell’opera di Galileo  Galilei. Eppure è ancor piccolo il numero delle persone che hanno un’idea di quest’opera. In effetti si tratta di capire l’opera galileiana senza eccedere nel privilegiare la componente sperimentale a scapito di quella teorica, e senza dimenticare che la struttura delle teorie di Galileo  era meno potente di quanto spesso si immagina.

Insieme con Bruno, Galileo attraversò idealmente tutte le maggiori rivoluzioni scientifiche dall’antichità ai nostri giorni. La mente inquieta di Galileo sarà però il punto di partenza per ripercorrere il lento, tortuoso processo su cui è costruita la scienza moderna. Galileo Galilei morì a Firenze nel 1642, ai primi di Gennaio. In Dicembre, nel giorno di Natale , nasceva a Woolsthorpe nel Lincolnshire , un bambino che si chiamava  Isaac Newton.

A posteriori insomma si può dire che i grandi della scienza sono agli strumenti rudimentali che possedevano in quei tempi. Ai giovani che non di rado  si annoiano con la fisica e l’astronomia nelle scuole, e agli adulti che spesso rischiano di sprofondare in una cultura priva di valori, Galileo può ancora oggi regalare l’idea che la scienza cerca la verità e la bellezza, e può vivere solo nella libertà!

 

-       Newtonismo e moto dei pianeti

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Il suo è associato a una grande quantità di leggi e teorie. Ma chi era Isaac Newton? Quale era la sua formazione, quali erano i suoi ideali, i suoi metodi di ricerca, le sue antiche dimostrazioni?

Isaac Newton occupa una posizione di grande rilievo nella storia della scienza e della cultura in generale, ancora oggi si parla di dinamica newtoniana, di leggi newtoniane del moto, di teoria della gravitazione newtoniana. Più in generale ci si riferisce al newtonismo come a una concezione del Mondo che ha influenzato la cultura europea per tutto il 700. Però, basandoci sulle più recenti ricerche condotte dagli storici della scienza, si incontra un Isaac spesso

diverso dall’immagine stereotipata impostasi nel corso dei secoli. Egli era un filosofo della natura che utilizza metodi matematici ed annuncia leggi del moto diverse da quelle che compaiono sui nostri manuali. Un uomo tormentato da questioni di carattere teologico, che indaga i segreti della materia appropriandosi ai testi di alchimia e di magia naturale, che ingaggia polemiche violente contro i grandi del suo tempo, soprattutto Cartesio e Leibniz. Newton era infatti uno scienziato lontano dall’immagine settecentesca del razionalismo capace di separare nettamente il ragionamento matematico e fisico dai pregiudizi teologici e metafisici.

Il miglior modo per avvicinarsi a un grande della scienza è seguire il cammino tormentato e avventuroso (come per Galileo) che porta alla scoperta di nuove verità sul mondo. La scienza dei manuali è ordinata e logica, la scienza pratica nei laboratori e negli studi solitari è un processo fatto di intuizioni, di scommesse azzardate. E comunque è una scienza che interagisce in modo profondo con la cultura e la politica del suo tempo. Newton cercherà inoltre di dare una risposta a una domanda molto singolare, relativa al moto dei pianeti nell’Universo. La domanda su quale è la natura della forza che regge il Sistema del Mondo e che fa sì che i pianeti orbitino attorno al Sole. Isaac Newton articolò una risposta estremamente profonda a questa domanda, una risposta che lo porterà a rivedere molte concezioni accettate dai suoi contemporanei e che lo indurrà a parlare in modo nuovo di fisica terrestre e celeste, dell’Universo cosmico, di Dio e natura, di matematica ed esperienza!

F.to ANTONIO LEO

Collepasso, 18/12/2014

 

 

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