“A Erode gridiamo: non ti è lecito”


 

 

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Nel precedente intervento ho parlato dell’aspetto negativo della religione cattolica. Qui propongo un fulgido esempio di cattolicesimo.

 

SUOR RITA GIARRETTA

“ A Erode gridiamo: non ti è lecito”

Da anni, insieme a tre mie consorelle (suore Orsoline del S. Cuore di Maria), sono impegnata s dire di molti “senza speranza”. Un territorio, quello casertano, dove anche la piaga dello sfruttamento sessuale è assai presente (…). Oggi, osservando il volto di Susan chinarsi e illuminarsi in quello del suo piccolo Francis, ripensando alla sua storia – a sedici anni si è trovata sulle nostre strade come merce da comprare – sono stata assalita da un sentimento di profonda vergogna, ma anche di rabbia.

Ho sentito il bisogno, come donna, come consacrata e come cittadina italiana, di chiedere perdono a Susan per l’indecoroso spettacolo a cui tutti stiamo assistendo (…).

Sono sconcertata ad assiste come da “ville” del potere alcuni rappresentanti del governo, in un momento di così grave crisi, offendano, umilino e deturpino l’immagine della donna. Inquieta vedere esercitare un potere in maniera così sfacciata e arrogante cha riduce la donna a merce e dove fiumi di denaro e di promesse intrecciano corpi trasformati in oggetti di godimento. L’indignazione è grande!

Come non andare con la mente ad un altro “palazzo” del potere, dove circa duemila anni fa al potere di turno, re Erode, il Battista gridò: “Non ti è lecito, non ti è lecito!”. In nome di Susan sento di dover alzare la voce e dire ai nostr potenti, agli erodi di turno, non ti è lecito! Non ti è lecito offendere e umiliare la “bellezza” della donna; non ti è lecito trasformare le relazioni in merce di scambio; e soprattutto oggi non ti è lecito soffocare il cammino dei giovani nei loro desideridi autenticità, di bellezza, di onestà. Tutto questo è il tradimento del Vangelo, della vita e della speranza!

Ma davanti a questo spettacolo una domanda mi rode dentro: dove sono gli uomini, dove sono i maschi? Poche sono le voci, anche dei credenti, che si alzano chiare e forti. Nei loro silenzi c’è ancora troppa omertà, nascosta compiacenza e forse sottile invidia. Credo che dentro questo mondo maschile, dove le relazioni e i rapporti sono spesso esercitati nel segno del potere, c’è un grande bisogno di liberazione.

E allora grazie a te, Susan, sorella e amica, per aver dato voce alla mia e nostra indignazione, ora posso, come donna consacrata e come cittadina, guardarti negli occhi e insieme al piccolo Francis respirare il profumo della dignità e della libertà.

Articolo di Suor Rita Giarretta, apparso su “la Repubblica” del 31/1/2011

Di mio aggiungo solo: (Si, per questo la chiesa è  grande,

ci sono pure i santi tra tanti furfanti)

Articolo proposto da: gaetano paglialonga.

Collepasso,

 

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