A COLLEPASSO FA CAPOLINO UN’ETICA SENZA INCENSO E ACQUA SANTA!

 

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A COLLEPASSO FA CAPOLINO UN’ETICA SENZA INCENSO E ACQUA SANTA!

Un’esplosione di gioiosa laicità.

                Nella suggestiva cornice del Palazzo Baronale, persino col l’erbetta verde che lo circonda, finalmente dopo tanti anni, sabato 13 agosto si sono celebrati due matrimoni, due giovani coppie che hanno voluto fare a meno di “incenso e acqua santa”. Non hanno sentito il bisogno di un matrimonio concordatario. Una cerimonia laica quindi, in cui ha visto il Sindaco Paolo Menozzi  unire  in matrimonio queste due giovani coppie, da qualcuno definite,  l’orgoglio della laicità collepassese.

                Mentre dei noti “atei devoti s’infilano di soppiatto in una disputa tra un pastore e una sua pecorella un po’ irrequieta (pare non si sia limitata a belare ma ha risposto per le rime al suo pastore), nel solito tentativo di racimolare un pugno di voti dai timorati di dio, ecco che elettori giovani fanno a meno del pastore di turno e scelgono con convinzione una cerimonia senza la benedizione, senza dèi, senza santi.

Auguri sinceri a queste coppie di sposi!

               

                Intorno non potevano mancare, oltre agli invitati, un gruppo di curiose che osservavano la scena e battevano le mani al passaggio degli sposi. N’è poteva mancare la vecchietta pia che scandalizzata si domandava: “e ci ghè quistu, comu, se sposane quai e cu l’abitu iàncu puru, nu se nde scornane?”. Poi dicono che gli anziani sono portatori di saggezza, non sempre evidentemente! Un’altra donna meno anziana e meno bigotta gli risponde: “e percè alla chesa se potene vestire te iancu e quai no?” Un altro, forse un po’ anticlericale aggiunge: “ma se alla chesa se vestane te iancu puru cinca ave puttanisciato finu allu giurnu prima!” Certo, è dura a morire certa tradizione infarcita di pregiudizi bigotti alimentati ad arte per due millenni dagli sciamani di turno.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso 14 agosto 2011

 

  1. E’ il solito tuo articolo della serie “Tanto rumore per nulla”!
    Da un po’ di tempo, da un po’ di “troppo” tempo ormai, non perdi occasione per evidenziare, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il tuo “anticlericalismo” abbastanza sempliciotto per erigerlo a baluardo di una sana e “santa” laicità!
    Senza rancore e senza “incenzo”

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  2. X Damasco.
    “Senza rancore e senza incenso” anche da parte mia, sottolineo, che mai pensai di assumere così alto impegno per la laicità che tu, con derisione, mi hai appiccicato addosso. Come si suol dire “si fa solo quel che si può” per sostenere un’idea, e posso assicurarti che i miei limiti li conosco bene. Certo due matrimoni a Collepasso sono ancora poca cosa rispetto al 50% che si registrano nelle città, ma sai, si comincia sempre così. Caro “Damasco”, non credo di sbagliarmi di troppo se ti annovero tra coloro che hanno a cuore più il monopolio della tua “santa madre chiesa” che i vangeli ad essa poco connessi. E poco connessa ai vangeli lo fu sempre, anche ai tempi di Dante che la “vide puttaneggiar coi regi”. Quindi, peggio, molto peggio dei famigerati “vignaioli perfidi” tanto denigrati dal tuo YEHOSHUA ben Yoseph. Di certo c’è che la storia della chiesa mi ha spinto ad indagare sulle religioni e, alla fine, scartarle tutte come favole cattive per adulti un po’ ingenui e tanto speranzosi. Tu pensi di andare in paradiso? Evidentemente ne hai bisogno, non vuoi morire, si può capire, io invece sono certo che tornerò nel nulla da cui provengo. E’ questione, almeno per me, di accontentarsi di ciò che la Natura offre, perchè oltre la Natura c’è il nulla. Quindi, semmai un dio ci fosse io lo chiamerei Natura (Spinoza), perchè ad essa e solo ad essa dobbiamo tutto. Anche se a volte è benigna e a volte meno, di certo ha i suoi limiti, ci fa campare a tempo determinato. Saluti senza rancore e senza incenso, gaetano.

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