68^ Anniversario della Liberazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

68^ Anniversario della Liberazione

Il Direttivo provinciale dell’A.N.P.I. di Lecce ha deliberato quest’anno una presentazione itinerante del libro di Pati Luceri, giunto alla seconda edizione, frutto di una lunga e appassionata ricerca dell’autore, insegnante di lettere in un liceo scientifico.

Tra i 18 Comuni “visitati” c’è anche Collepasso, che conta, secondo gli ultimi dati utili, ben 14 partigiani e 10 deportati, certamente di più di quei pochi già noti e celebrati in passato.

L’opera  sarà presentata, mercoledì 24 aprile, alle ore 20, sul piazzale antistante il Municipio, alla presenza del segretario provinciale ANPI, Maurizio Nocera, e di numerosi parenti dei partigiani e deportati, recensiti.

Ma qual è la “sorpresa” più eclatante?

Quella di essere venuti a conoscenza dell’ultimo partigiano collepassese, ancora vivente, residente da lunghissimo tempo a Salsomaggiore; si tratta di Gino Malorgio, classe 1920, partigiano combattente della 31^ Brigata Garibaldi “Forni”, nome di battaglia “Alberto”.

Date le precarie condizioni di salute, non potrà prender parte alla manifestazione, ma mi ha cortesemente inviato un breve messaggio, in cui dichiara “la guerra mi ha portato lontano dalla mia terra, ma il mio pensiero è sempre rivolto al mio paese”.

Una speciale pergamena di riconoscenza, a cura dell’Amministrazione Comunale e dell’ANPI Provinciale, sarà consegnata ai nipoti del partigiano “Alberto”, che provvederanno a recapitargliela.

Invitiamo la cittadinanza a partecipare, nel ricordo dei nostri giovani conterranei, che si sacrificarono per la libertà e la democrazia, ma per lungo tempo colpevolmente rimossi dalla memoria collettiva.

Giuseppe LAGNA (Direttivo Prov.le A.N.P.I.)

Collepasso, 23/4/2013

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Una personale considerazione

Giusto e doveroso ricordare, esaltare il sacrificio di tante vite umane che riuscirono a  scrollarsi di dosso quel bastardo regime nazi-fascista. Gloria quindi alle loro gesta, alle loro epiche operazioni di guerra contro il nazifascismo. Ma sento il dovere di aggiungere di mio che, coloro che fanno rivivere con scritti e manifestazioni quel terribile momento storico, senza aggiungere una parola a quanto quei loro ideali e sacrifici sono stati traditi, non rendono giustizia al loro sacrificio. Nel ’45 è stato abbattuto quell’odioso regime fascista a carattere nazionalista. Oggi, ancora una volta, senza consapevolezza, anzi, con la totale mancanza di cognizione della realtà, siamo ormai entrati in un nuovo fascismo avente carattere internazionale. Niente violenza e ammazzamenti di regime, ma il nuovo regime ci costringe “democraticamente” al suicidio. Se c’è qualcuno che questo lo trova meno violento, più democratico, è fuori di testa. Il potere economico nazionale che ieri è ricorso alla violenza, oggi, quello internazionale, ci uccide con il consenso dei più. Questo è un fascismo più bieco, più truce di quello storico, perchè si ammanta e, anzi, si giustifica con la democrazia ridotta a puro simulacro. Per tutto ciò è necessario, a mio avviso, se si vuole rendere onore veramente ai Partigiani di ieri, di comportarsi da partigiani oggi, lottando con tutti i mezzi democratici per scrollarci di dosso l’attuale potere finanziario che ci sta mettendo nelle condizioni di tornare da cittadini a sudditi medievali. E mai come in questo nostro tempo, siamo circondati da una selva famelica di vassalli valvassini e valvassori al servizio della finanza internazionale. Sì, sento che c’è bisogno di nuove schiere di partigiani, la lotta per azzerare la democrazia, a mio avviso, è molto più subdola, viscida di quella che abbiamo conosciuto sui libri di storia.

F.to gaetano paglialonga

  1. “Il fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta”. di Ennio Flaiano

    Di mio aggiungo,cosa manca per dire che ormai ci siamo dentro di nuovo? la violenza, la guerra, la povertà, ci sono già!

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