L’ insolenza del capitale e l’ignavia della politica.

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Così recita la vignetta: “La merda dilaga, Cipputi”.  ”Fa finta di niente, se no dicono che l’hai fatta te, dati i tempi”.

 

(potere delle lobby  e accidia delle democrazie)

            C’è stato un tempo, dal dopo guerra sino a tutti gli anni settanta, durante il quale è esistito un capitalismo che aveva accettato il patto tra capitalismo e democrazia, un compromesso socialdemocratico in tutta l’Europa (anche se, di tanto in tanto, le forze più oscure e retrive del capitale cercavano con ogni mezzo di liberarsi della democrazia tramite stragi e tentativi di colpi di Stato, da ricordare la “strategia della tensione”). Oggi quel compromesso è stato spazzato via dalle liberazioni, dalla globalizzazione con i loro liberi movimenti di capitale, senza la necessità dei colpi di Stato ipotizzati e tentati dai centri di potere reazionario negli anni sessanta e settanta.

            Oggi, questo turbo-capitalismo, così è stato battezzato, trova non solo porte aperte in ogni angolo del pianeta, ma anche strade ben lastricate per il loro frenetico movimento dei capitali. La vertenza della fiat di Pomigliano d’Arco è la cartina di tornasole della loro neo strategia: niente più vertenze e confronti, né con politici, né con governi, né con sindacati. O accettano le sue condizioni o se ne va da un’altra parte, con minacciosa prospettiva di licenziamenti. Minacce stile mafioso! Poi ti dicono che i mafiosi sono cattivi, non i capitalisti, come se i mafiosi non fossero i loro figli legittimi. 

            Ma chi ha realizzato queste condizioni, chi ha permesso tutto questo. Non era forse la politica che doveva mediare tra capitale e lavoro? Non era fondata su questa visione la “politica come arte del possibile”? Come mai ora il capitale dirige e beffeggia la politica? Chi ha armato il rampante capitale e disarmato la mediazione politica?  Riuscire a coglierne l’origine e gli attori di questa degenerazione, significa poter orientarsi politicamente e quindi scegliere con cognizione di causa chi sono gli amici e quali i nemici di classe alla quale appartieni. Chi non cerca di capire, o per pigrizia, o per scelta meschina e opportunista da kapò nazista, finisce col vendersi il voto per qualche piccolo ridicolo favore che nulla ha a che fare con una scelta politica. Così, un po’ alla volta, piano piano, politica e i partiti sono andati a puttane, pardon, a escort. Però, anche noi con il nostro modo d’essere e di votare abbiamo contribuito a questo marasma, o no?!?

Un’ultima cosa:  se qualcuno vi suggerisce che è la crisi che determina condizioni difficili, ditegli che la crisi l’hanno voluta e gestita i padroni e le banche, loro si sono arricchiti a spese nostre con la complicità dei comitati d’affari dei padroni, definiti spudoratamente Governi del Paese. 

Ora dite la vostra opinione, dopo aver letto l’articolo che vi propongo. cliccate sull’indirizzo sotto e leggete…

 http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/la-nuova-p2-di-denis-verdini-ecco-perche-b-non-vuole-il-bavaglio/38100/ 

F.to  Cipputi

Collepasso, 8/7/2010

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