500 ANNI E NON SENTIRLI…

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500 ANNI E NON SENTIRLI…

Il Lotto, tra decreti e precetti, sogni, visioni ed evoluzioni, si appresta a compiere ben 500 anni. Infatti, i suoi natali risalgono a una data decisamente anteriore a quella dei fatti napoletani del 1734 quando a Napoli, fu emanato un editto che vietava durante i giorni della festa religiosa del  Natale questo tipo di scommesse pubbliche a base numerica, accontentando così Re Carlo Borbone che negli altri giorni dell’anno desiderava tenere sotto controllo pubblico il gioco delle scommesse.

Le radici del Lotto in effetti non sono affatto nate nel capoluogo campano, ma nell’Italia del Nord a Genova. Nella città Ligure nel 1576, in seguito alla riforma di Andrea Doria nacque questo ipotetico gioco che permetteva di scommettere su 5 dei 120 nobili che sarebbero stati prescelti come membri del Serenissimo collegio. L’idea piacque così tanto che si trasmise velocemente di città in città e di stato in stato  con opportune modifiche dovute alle tradizioni locali. A Venezia ad esempio il premio consisteva in immobili. A Torino si abbinava il nome di una zitella povera. A Roma, dove il potere della chiesa era spirituale e temporale, la successione dei Papi comportò una diversa regolamentazione della vittoria.

Al di la di tutto, il gioco del Lotto da 5 secoli ci accompagna. Ci abbiamo giocato quasi tutti in questi giorni di festa. C’è chi non lo ama granchè e ringrazia che Natale arriva una volta all’anno e chi non appena tira fuori le cartelle della scatola con i numeri ritorna bambino. Di certo il Lotto, ma anche la Tombola, in tutte le sue innumerevoli versioni, è una tradizione immutabile e un momento di aggregazione che aiuta a fare battute e ricordare eventi del passato e conoscersi tra una risate e l’altra . Il Lotto accompagnandoci da 500 anni, accompagna anche costumi e cambiamenti dell’Italia  cominciando dai tagliandi compilati a mano sino alle attuali giocate on-line. Esso permette di sbirciare e di avere uno sguardo privilegiato su un fattore costante della nostra società: la speranza, quella che fa sognare di vincere milioni di ieri e di oggi con una schedina, sognando di comprare una casa ai figli o una fuoriserie o una barca a  vela per se stessi.

La stessa speranza che fa riprovare la volta successiva , dopo che la dea bendata si è esibita in uno slalom tra i numeri degno di Alberto Tomba non facendone uscire nemmeno uno. Non a caso, sono più di 10 milioni gli assidui giocatori  stabili soprattutto al Sud ed equamente divisi tra uomini e donne.

La scienza delle possibilità, insegna che ogni estrazione è un evento a sé e, quindi, che alcuni numeri potrebbero non venire mai estratti. Un altro piccolo frammento di vita in bilico tra scienza e mistero che rende ancora tanto affascinante il gioco del Lotto.

ANTONIO LEO

Collepasso, 4/1/2014

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