—EMERGENCY—GINO STRADA—AFGANISTAN—

 

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Che un ospedale potesse diventare anche una cassa di risonanza  contro le barbarie di una guerra dissennata, oltre che curare feriti, era nell’ordine delle cose. Era nell’ordine delle cose anche il fatto che, un’armata globale costituita da forze militari di paesi sedicenti tanto democratici, non potesse tollerare che si raccontassero i massacri dei civili che quotidianamente procurano a quella popolazione povera e indifesa.  È chiaro quindi l’intento, anzi, la necessità, per i guerrafondai, di fare piazza pulita di una fonte come quell’ospedale  così vicina alla prima linea e, quindi, alla gente che subisce violenza e morte tutti i giorni. Pertanto, dopo essere riusciti a mettere al bando ogni possibile giornalista che potesse raccontare quanto accade in quel paese, ora è stata chiusa la bocca anche a questa ultima fonte umanitaria, con i suoi medici e infermieri, che pur di aiutare a curare i feriti, mettevano a repentaglio la loro vita per salvarne delle altre che i guerrafondai procuravano con le loro dissennate azioni militari tra un popolo dissanguato, martoriato, indifeso, gli Afgani. Ora sono stati fermati, arrestati, e a tutt’oggi, si son perse le tracce. La messa in scena delle armi, trovate all’interno dell’ospedale al fine di tagliarli fuori, è di una banalità disarmante.Niente meno sarebbero complici dei Talibani!

Ha, dimenticavo, il nostro governo, attraverso i suoi porta-voce, fa sapere un giorno si e l’altro pure, che i nostri militari sono lì per scopi di pace, per motivi umanitari. Ecco spiegato perchè poi, sono i medici e gli infermieri, poveracci, costretti a fare almeno un po’ di guerra, altrimenti i nostri militari non avrebbero niente da fare di umanitario in Afganistan. Se non fosse per le troppe vittime innocenti, ci sarebbe tanto da ridere! 

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 ”Poveri umani! e povera terra nostra!

Terribile coacervo di disastri!”

(François Marie Arouet de Voltaire)

 

firmato pagliatano@virgilio.it  Collepasso, 15/4/2010

 

Oggi, domenica 18/4/2010,

sono stati liberati l’operatori sanitari di Emergency arrestati sabato 10/4, con l’accusa di essere collaborazionisti dei talebani e responsabili per aver introdotto delle armi nell’ospedale.

Le autorità (si fa per dire), dell’Afganistan, hanno ritirato tutte le accuse, si sono scusati con gli operatori, li hanno lasciati liberi. Si dirà: però non sono poi così cattivi questi guerrafondai. E no, il loro obiettivo lo hanno raggiunto eccome. Infatti, il loro obiettivo non era quello di eliminare questi medici, ma quello di chiudere l’ospedale troppo vicino alle operazioni militari, quindi in grado di osservare e denunciare le malvagità della loro GUERRA UMANITARIA”.  Quindi, i guerrafondai, possono ben dire: obiettivo raggiunto! 

  1. Queste sceneggiate allora non le fanno solo in italia ?

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  2. loris stirner 18 aprile 2010, 14:04

    Però, a raccontar che li in Afganistan andammo per garantire la pace, ce lo raccontò anche quel governo Prodi, o no! poi è chiro che, una volta aperto un sentiero da Prodi, i fascisti del governo Berlusconi hanno costruito un’autostrada. Insomma, neanche il centrosinistra ha saputo resistere alla tentazione di fare i poliziotti globali. che vadano via al ciap, utti quati. viavano sempre quei pochi comunisti che non si lasciano convolgere in bastarde avventure.

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