“…E la chiesa si rinnova per la nuova società…”

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La chiesa cattolica (oggi 22 marzo), ancora una volta torna con arroganza a invocare un voto contro gli abortisti (vedi la Bonino abortista, contro l’antiabortista Polverini per la candidatura nel Lazio). Poi si accusa la mafia che fa voto di scambio. Perché, qui la chiesa che fa? Non è voto di scambio questo? Siamo alle solite: se è la chiesa a promettere miracoli e paradisi, è tutto ok, e ti dicono addirittura che è un loro diritto. Se lo fa invece un mago o una fattucchiera, via di corsa in galerara!  Pare che a questa chiesa, le sia stato concesso una specie di monopolio sui poveri di spirito!!!

La chiesa ha ragione però di essere preoccupata per gli aborti. Perché, al fine di procurare sollazzo ai suoi pretofili, esige che nascano sempre più bambini. Altrimenti  c’è il rischio che la materia prima, per questi suoi innumerevoli procacciatori d’affari, meglio definito clero, diventi sempre più esigua e di conseguenza il procurarsi il necessario sollazzo, diventa sempre più difficile. Quindi, l’invito chiaro ed esplicito della chiesa è: fate figli, e fatene tanti e consegnateli in mano a monache preti e frà.

        Il sottoscritto, da miscredente, consiglia a questa parte del clero libidinoso e sporcaccione, di tagliarsi i genitali come fece uno dei primi padri della loro chiesa, Origene (Alessandria, 185-Tiro, 254). Solo così potranno raggiungere quell’ideale ascetico di cui parla Matteo al punto 19,12: “a color che si son fatti eunuchi in vista del regno dei cieli”. Perciò, invece di proclamare in pubblico l’astinenza sessuale e, contemporaneamente, praticare sesso depravato e galeotto nelle sacrestie, conventi e dietro gli altari, pare sia arrivato il momento che questo clero, o si sposa e cerca di vivere in modo naturale la vita, oppure, contemporaneamente alla consacrazione, gli vengano tagliati anche i genitali come ad Origene.  Così, i genitori, potranno mandare i loro bambini tranquillamente in chiesa. E così sia!

firmato da Pasquino, collepasso, 23 marzo, 2010

 

 

Ricevo e volentieri inserisco un intervento laico ma non anticlericale come  quello di Pasquino sopra. Trattasi del noto polemista laico e moderato, Gino del Tacco.

 Ringrazio il gestore del sito, per l’ospitalità che mi concede ed entro subito nel merito del motivo che mi ha spinto ad intervenire.

Il Sig. Bagnasco, meglio conosciuto come cardinale Bagnasco, in occasione di queste elezioni regionali che sono alle porte, lo abbiamo sento urlare:“il voto cattolico sia un voto contro l’aborto”.

Ora, è risaputo che le elezioni in questione, sono esclusivamente a carattere regionale. Chiunque, anche il più sprovveduto sa che le Regioni non sono Istituzioni tali che possono legiferare su aborto e quant’altro è invece di esclusiva pertinenza governativa. Quindi, a che pro questa uscita pubblica ad alta voce?  Non sarà che il cardinal Bagnasco preferisca la Polverini alla Bonino? Il centro destra al centrosinistra? E se così è, perché si schiera così sfacciatamente per una parte politica contro l’altra, pur se tutti e due gli schieramenti sono stati sempre largamente generosi con la sua chiesa cattolica al punto tale da sacrificare esigenze di sopravvivenza della suola pubblica pur di garantire il massimo di elargizione a quelle cattoliche del sig. Bagnasco?

         Ammesso che questo dell’aborto, per il Cardinal Bagnasco e per tutta la chiesa, fosse il problema dei problemi, vale ricordare un episodio gravissimo di alcuni giorni fa: una madre ha partorito in una stazione di sport invernali dove lavorava.  Però, avendo solo un perme

sso di soggiorno legato a quel posto di lavoro, è stata costretta, per non perdere il posto, ed essere espulsa, a nascondere il parto e, il neonato, è morto soffocato. Un’immigrata non può avere figli senza rischiare di perdere il posto di lavoro. Questo episodio è l’effetto di una legge voluta dagli antiabortisti di centrodestra i quali si vantano di avere il consenso degli italiani e pare anche della chiesa ufficiale. A questo punto una domanda: non è che la chiesa unitamente a tutto il suo clero sia contro gli aborti dei visi pallidi italiani, mentre invece  per quelli di colore non gliene frega niente?

Firmato: Gino del Tacco

Collepasso, 24/3/2010

 

 Dalla stampa nazionale e internazionale, da alcuni giorni si insiste sulla notizia, secondo la quale, c’è chi vuol trascinare il papa in tribunale e, chi ne chiede, le esplicite dimissioni da papa.

Secondo le fonti di questi organi d’informazione è stata raggiunta la certezza, mediante un documento saltato fuori in questi giorni, che l’attuale papa, a suo tempo cardinale in Germania e responsabile per la dottrina della fede, ha coperto i pretofili.

Sarebbe stato lui, e non altri, a dare direttive precise e perentorie affinchè restasse nell’ambito della chiesa lo scandolo e non se ne facesse assolutamente menzione presso gli organi preposti dello Stato a sanzionare i suddetti casi di pedofilia. Innumerevoli i crimini contro i bambini, ormai esplosi in tutto il mondo in cui è presente la chiesa cattolica. Eppure, Gesù aveva detto: “lasciateli fare i bambini, e non impeditegli di venire a me, di tali è, infatti, il regno dei cieli”. (Matteo, 19-14). Intanto, i preti, te li infilano all’inferno già su questa terra. “…e la chiesa si rinnova per la nuova società…” (G. Gaber).

Collepasso 29/3/2010 

 clip_image0042.jpg Il Monaco, Cantalamessa.

 Venerdì 2/4 c.a., un monaco, non uno qualsiasi, ma uno che prende la parola in presenza del papa e dei massimi esponenti del clero cattolico durante una solenne cerimonia in Vaticano. Questo monaco, dal nome quanto mai significativo, Cantalamessa (con un nome così, la professione era segnata), ha cercato di strafare, e come tutti quelli che vogliono tanto compiacere il loro capo, finiscono sempre per dire qualche cosa di troppo. E così è stato. Un suo amico, nientemeno ebreo, gli avrebbe scritto una lettera, nella quale l’attacco contro il clero cattolico sui fattacci della pedofilia che sta terremotando le sante coscienze, lo ha paragonato alla persecuzione degli ebrei e addirittura all’olocausto. Questo santo monaco, mentre leggeva questa affermazione di fronte ai massimi esponenti del clero, nessuno, né un vescovo, né il papa, hanno fatto una mossa di dissenso o altro, sono rimasti invece impassibili come se stesse parlando di biscotti cotti male. “Apriti cielo…” tutto il mondo Ebreo, dalla Palestina e/o Israele,  fino all’ultima delle loro diaspore, si è alzato un grido di dolore contro la chiesa cattolica. “Giù le mani dal nostro olocausto, ne abbiamo l’esclusiva,  il monopolio è nostro!” Anche questi  ci marciano alla grande. Del resto, qualche ragione la possono vantare: se per un uomo innocente ucciso, il famosissimo  Gesù di Nazareth,  si è messo insieme tanto potere, a loro, che ne  hanno uccisi sei milioni di innocenti, quanto potere gli tocca?  Porca vacca! Quanta gente campa sui tanti poveri cristi uccisi! Da sempre, interpretare i morti, scrivere sui morti, innalzare i morti a bandiere, è sempre stato gioco facile per gli sciamani di turno. Anche se, In giro si usa dire che a volte i morti trascinano i vivi, in realtà,  sono sempre stati vivi a campare alla grande sui morti!

            Ma analizziamo un po’ più da vicino la religione che più ci condiziona la tasca e la mente. La nostra. Stando a questo monaco e agli esponenti religiosi che ascoltavano in religioso silenzio le critiche nei confronti di coloro i quali accusano la chiesa cattolica per non avere denunciato i preti criminali che abusarono dei bambini, queste denuncie si configurano, come se fossero un attacco vergognoso e anticristiano  nei confronti della struttura clericale. Qui emerge con chiarezza solare, quanto il clero è disposto a ignorare l’origine del suo potere, gli insegnamenti  Gesù di Nazareth, la sua buona novella,  al poco nobile fine di non intaccare il loro enorme potere.

            Infatti…In Matteo, 18,6, contro lo scandalo”, si può leggere la parola del loro figlio di dio: “Ma se qualcuno scandalizzasse uno di questi piccoli, che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino e venisse sommerso nel fondo del mare.”

  Dalla chiesa, dal papa, dai cardinali e vescovi uniti con lui, non si pretende che applichino il consiglio del loro signore, però, denunciarli alle autorità competenti si, quanto meno per evitare che quei preti  degenerati, commettano altri crimini contro altri bambini. Pretendere questo, che è umano buon senso, per il clero invece, è terrorismo anticristiano. Qui si evince la determinazione più a conservare il potere che divulgare la buona novella. Merita di certo invece,  spezzare una lancia in favore di quella parte del clero, in quella parte della chiesa, che gli fa difetto i valori cristiani, solo che questi, li puoi trovare alla periferia del potere. Un bell’esempio? 

 Eccolo: il  Vescovo di Locri, Monsignor Giuseppe Morosini, a proposito di corruzione, mafia e pedofili, tanto ha affermato con cristiana devozione: “Non servono le battaglie del Crocifisso nei luoghi pubblici, se poi non si vivono i valori che il Crocifisso rappresenta; Non serve portare le statue dei santi se poi non si vivono i valori che i santi hanno incarnato. Ma la gente spesso è sorda, abbarbicata alle proprie tradizioni. La religiosità del sud deve purificarsi molto in tal senso.” Bello! Peccato che son pochi, e pochi sono coloro che gli prestano ascolto.

 

 

 Firmato Pasquino, Collepasso, 6/4/2010

 

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