La commedia delle sante menzogne

c9

LA COMMEDIA

DELLE SANTE MENZOGNE

di

 Gaetano Paglialonga

 

Tra storia e leggenda, miti e profezie.

Appunti, spunti e riflessioni tra il serio e il faceto.

  

Introduzione:

Si dice ci sia stato un tempo in cui non c’era l’universo,

poi un certo Yahwèh, di fatto un dio controverso,

come un fulmine a ciel sereno un dì il Tutto creò:

impastò miliardi di palle e nello spazio le gettò.

Poi, chissà perché, sulla terra la vita ha realizzato:

l’uomo con tanti animali, però a tempo determinato.

Forse si era seccato di esistere solo e senza far nulla,

e in pochi giorni tutto fiorì sulla terra prima brulla.

Su questo pianeta, così microscopico e marginale,

fiorì tanta vita; fu un bel fatto, ma solo casuale;

solo il genio di Darwin ce l’ha saputo ben spiegare,

ma chi ha paura del nulla non lo può mai accettare.

Però, a prender per buono ciò che un dì fu scritto,

abbiamo un dio Yahwèh niente affatto dritto;

quel dì li fece e disse che scemi dovevano restare,

se nell’Eden sempre felici volevano campare:

“Mangiate pure di quel che vedete il tutto,

 ma di quell’albero non ne toccate il frutto”.

Mangiarono il frutto, e fu l’intelligenza,

ma furon scacciati senza pietà nè clemenza.

Ma se lui lo sapeva che così sarebbe andata,

perché montare tutta questa sceneggiata?

Che ci sia un dio bizzarro quanto lo è l’umanità

è una stravaganza, un non senso, una banalità.

Quando l’uomo capì il significato della morte

s’inventò dèi, paradisi e celestiali porte.

Sciamani, stregoni, come i funghi sono nati,

e su tutta la terra in ogni luogo sistemati.

Ma quando il totem si unì con lo scettro,

per il popolo quel giorno fu il più maledetto.

Questa eccentrica umanità quanti dèi ha prodotto!

E se li è fatti su misura, sia l’onesto che il galeotto.

Poi, brandendo i suoi dèi, i fratelli ha massacrato,

inchè il vero potere, trucidando, ha conquistato.

Quanto odio, quanta violenza si è realizzata

e in nome di un dio si è sempre giustificata.

Si dice di un leone che è una bestia assai feroce,

l’umanità ha fatto di peggio nel nome di una croce.

Il leone uccide esseri viventi solo per mangiare,

noi uccidiamo i nostri simili perchè ci piace dominare;

più la nostra intelligenza diventa grande e forte,

più dei nostri simili progettiam la morte.

All’origine era la lotta per la sopravvivenza,

ora è “libido dominandi”, autentica demenza.

Però la scienza e la tecnica ci han tanto aiutato,

e da quel disperato bisogno ci han liberato.

Perciò è ora di darci tutti una giusta calmata,

se l’umanità vuol sopravvivere, essere salvata.

Or nel “libro dei libri” andiamo a dar un’occhiata,

            per constatare la perversità come l’han giustificata.

  ANTICO TESTAMENTO            Palestina o Israele :

            Terra promessa”  al  popolo eletto?

Adamo e la sua Eva, con due figli da amare,

uno Caino e l’altro Abele li vollero chiamare;

Abele era pio, sembrava un chierichetto,

e da subito di Yahwèh fu il prediletto.

Caino, poveraccio, era incattivito e un po’ sfigato,

perché a far l’agricoltore non si sentiva gratificato.

Abele era pastore e agnelli a Yahwèh sacrificava,

Caino, contadino, solo frumento gli bruciava.

Ma il fumo dell’agnello Yahwèh lo gradisce,

mentre quello del frumento lo infastidisce.

E pazienza oggi, e sopporta pure domani,

allo sfigato Caino fremevano le mani.

E fu così che un giorno lo prese, lo agguantò,

e con un solo colpo suo fratello accoppò.

Gli scribi, come veri ubriachi, scrissero di tutto,

dissero anche di Caino che scappò di brutto,

e ancora più ad est si andò a rifugiare;

lì conobbe una donna e la volle sposare.

Infin, per il suo figlio Enoc eresse una città,

tra tanta nuova gente e una nuova civiltà.

E tutta questa gente, questa nuova civiltà?

L’aveva forse creata un’altra divinità?

E va be’, diciamo pure che è divin mistero;

tanto, chi ha fede non si serve del pensiero.

                   

 

                        Noè

Ma venne il dì infame, e fu il diluvio di Yahwèh,

l’umanità sommerse, ma volle salvar solo Noè.

Altri dèi s’erano inventati e lui, geloso, si incazzò:

Yahwèh li aveva fatti e lui stesso li annientò.

Ma per risparmiarsi la fatica di dover tutto rifare,

avvisò Noè e famiglia, con gli animali da salvare.

Certo, si può capire, non si voleva ancora sporcare,

col fango ricominciare di nuovo a impastare.

Sem, Cam e Yafet

Quattordici generazioni di fatto eran passate

e le terre emerse furono di nuovo popolate.

Sem diede vita ai cosiddetti Semiti,

di Yafet la progenie si chiamarono Yafiti.

Cam, poveraccio, che da suo padre era stato maledetto,

generò gli schiavi, ma il perché non l’ho ancora detto:

Noè era un patriarca assai degenerato

e con il vino aveva sempre esagerato.

Un giorno il figlio Cam nella sua tenda entrò,

lo vide ubriaco e nudo, e si scandalizzò.

Riferì ai suoi fratelli lo stato di depravazione

del padre, che gli procurava tanta indignazione.

Sem e Yafet, camminando indietro come i gamberi,

non lo guardarono per non farlo uscir dai gangheri.

Quando si pensava che Noè fosse rinsavito,

gli raccontarono l’accaduto e divenne inviperito:

stramaledisse Cam e tutta la sua discendenza,

che divenne schiava, e fu grave conseguenza.

Con questo degenerato un patto fece Yahwèh,

fu detto dell’arcobaleno e fu felice anche Noè.

In quattordici generazioni Yahwèh dimenticarono,

e ad altri dèi molti altari innalzarono.

Ora Yahwèh, nuovamente infuriato,

ad un altro diluvio aveva già pensato.

Ma, visto che con il diluvio questo era il risultato,

la sua divina mente un’altra idea ha realizzato:

“Mo’ mi faccio un popolo, solo e soltanto mio,

e gli spiegherò che, di dio, ci sono solo io.

Poi degli altri popoli mai più mi curerò,

solo al mio popolo eletto, ad esso baderò.”

Insomma, anche Yahwèh si ridimensionò,

gettò la spugna, e di poco si accontentò.

Così deciso e fin troppo motivato,

mandò un ambasciatore molto alato

nella Sumeria, nella terra dei due fiumi,

a trovare Abramo, uomo dai rigidi costumi.

 

Abramo

Abramo e suo padre Terah erano puri semiti:

discendenti di Sem dovevano essere gli israeliti.

Nella futura terra d’Israele si doveva spostare,

con famiglia e bestiame subito incamminare.

E iniziò a fare il furbo, quel patriarca di Abramo,

che già sulla serva Hagar allungò la sua mano;

Hagar gli partorì Ismaele e fu grande felicità,

con il consenso di Sara e della sua sterilità.

Sara era, sì, moglie, ma anche sua sorella,

però, cacchio, era giovane e anche bella.

Di uomini ne aveva, sì, tanti conosciuti,

ma di figli la Sara non ne aveva mai avuti.

Ma tra moglie e marito fu Yahwèh a metterci il dito,

e alfin la vecchia Sara il figlio Isacco ha partorito.

Hagar e Ismaele dal campo furon cacciati,

e nel deserto infuocato furono abbandonati.

Ed ecco qui l’angelo a consigliar che fare:

sottomettiti a Isacco e Sara se vuoi campare”.

Hagar fu la concubina e Ismaele il bastardo,

e Yahwèh su Isacco pose tosto il suo sguardo.

Un giorno questo Abramo fece un brutto sogno:

del sacrificio di Isacco Yahwèh avea bisogno;

era fuor del campo, era lì pronto per sgozzarlo,

ma arrivò l’angelo, giusto in tempo per fermarlo;

e l’angelo gli disse che Yahwèh aveva scherzato,

voleva solo vedere quanto a Lui era affezionato.

Ma fu la circoncisione, il prepuzio tagliato,

che sancì il patto tra Yahwèh e sto’ imbranato.

 

                        Lot

A Sodoma e Gomorra erano degenerati,

e il nostro Yahwèh li ha tutti sprofondati.

Gli scribi giurano che eran tutti depravati:

mah! anche adolescenti e bambini appena nati?

Però vuole salvare Lot e tutta la sua famiglia,

e di non guardate indietro Yahwèh consiglia.

La moglie di Lot, donna di poca fede,

si volta indietro, vuol vedere che succede.

Ma rimase secca e tutta di sale diventò,

e quel patriarca di Lot senza moglie restò.

Però un patriarca, per pretendere gran rispetto,

deve avere discendenza e ha bisogno del maschietto;

ma solo due femmine dalla moglie aveva avuto,

e un futuro da patriarca se l’era già bevuto.

Ma questo Lot, questo nipote di Abramo,

approfittò delle figlie ed allungò la mano;

e questa famiglia così tanto depravata

dal solito Yahwèh fu tanto salvaguardata.

Da questi incesti tanto disgustosi,

nacquero figli fin troppo riottosi.

L’un si chiamò Moab e furon i Moabiti,

l’altro Ben-Ammi e furon gli Ammoniti.

                       Le Dodici Tribù d’Israele

Ma è con Isacco che iniziò la razza eletta,

mentre Ismaele fondò la sua prole maledetta.

Da Ismaele la tribù araba fu generata,

e ad Isacco la razza eletta fu designata.

Poi Rebecca a Isacco partorì Esaù e Giacobbe:

e fu Giacobbe l’Israele, perché Esaù non riconobbe.

Giacobbe fu  più famoso di pecore il pastore,

amò la Rachele, ma “conobbe” quattro signore.

Rachele e Lia erano due sorelle,

Bala e Zelfa serve, si prese anche quelle;

Giacobbe, con queste quattro, dodici figli generò,

e le Dodici Tribù d’Israele così si assicurò.

Ma le gesta di Esaù non furono esaurite,

anche lui ebbe dodici figli e le tribù Edomite;

ma patriarca non fu, per colpa della Rebecca

che tradì Esaù, e meriterebbe la Giudecca.

Tra i dodici figli da quattro donne avuti

non potevano mancare discordie e atti bruti;

c’erano gli onesti e non mancava il cornuto,

e si vendettero il Giuseppe, persino ignudo.

Giuseppe in Egitto con le vacche ebbe fortuna:

le sette magre e le sette grasse contò una a una.

Il Faraone tanto grande lo fece diventare,

che tutta la famiglia in Egitto fece emigrare.

Come i conigli si erano moltiplicati,

in quattrocento anni che erano passati;

tutti gli egiziani erano, sì, preoccupati,

chè gli ebrei a lavorare non erano abituati.

 Mosè

Poi un certo Mosè li ha tutti liberati,

e in mezzo ad un deserto se li è portati;

lì per quaranta anni se li è tanto curati

e nella sua legislazione li ha radicati.

Ma la cosa buffa è quando spacca il mare,

perché i suoi dall’altra parte deve portare.

E non ci volle molto; ma uno può pensare:

“non sarebbe stato più facile farli volare?”

 Però, le leggi del Mosè, il legislatore,

sta scritto che gli furono dettate dal Signore;

era Yahwèh che ad alta voce dettava,

il Mosè scriveva e poi divulgava:

Al mio popolo tu devi andare a raccontare,

come ognun di loro si deve comportare,

devono amare il prossimo come se stessi,

con gran coerenza e non facciano i fessi;

ma se il mio nome citano invano,

dovete ucciderli con virile mano;

se poi di sabato qualcuno ha lavorato,

deve essere preso e subito lapidato;

chi con consanguinei giace nel letto,

versate il suo sangue e sia maledetto;

chi con lo stesso sesso ha rapporto carnale,

deve  essere ucciso come fosse un animale…”

E bravo il furbo Mosè, il gran legislatore:

imponeva la sua legge, affibbiandola al Signore.

E i Dieci comandamenti?  Non gli sono stati dettati,

ma dai testi di Iside e Osiride li ha scopiazzati:

nel loro Libro dei morti da secoli stava già scritto.

A piene mani ha copiato: sì, fece proprio il dritto.

Sceso dal monte disse che Yahwèh li aveva incisi,

e quanti non li rispettavano sarebbero stati uccisi.

Ma Yahwèh a Mosè non lasciò scampo:

non entrò in Israele, morì nel campo.

                        Giosuè

Si muove un altro eroe, è il grande Giosuè:

questo è l’uomo nuovo, il nuovo eroe di Yahwèh.

Mai Giosuè avrebbe passato il Giordano,

se il suo dio non gli avesse dato una mano;

il grande Israele non l’avrebbero realizzato,

e tanto sangue non sarebbe stato mai versato.

Poi le mura di Gerico il suo dio fece crollare,

e il popolo eletto molte città potè devastare:

“ col ferro e col fuoco niente deve respirare”:

questo il suo Yahwèh gli impose di fare.

Quanti popoli massacrarono nelle loro città,

senza alcun ritegno, senza la minima pietà,

sostenendo che era loro la terra promessa,

perché da Yahwèh era stata loro concessa.

Pure il sole e la luna sta scritto che fermò,

e fu certo per colpa sua se Galilei abiurò!

Non poteva la chiesa smentir quanto “annunciato”,

perché il suo potere su quel libro era fondato.

 

                    I Giudici.

E vennero i Giudici che la legge interpretarono,

ma il più scemo di tutti Sansone lo chiamarono;

come un bambino della meretrice Dalila si fidò,

che come un sacco di patate ai filistei lo consegnò.

Era, sì, tanto forte, ma ciò lo doveva ai suoi capelli;

se glieli tagliavano diveniva quieto come gli agnelli.

Si trovò prigioniero, accecato e legato a due colonne:

muoia Sansone con tutti i filistei”, e seppellì uomini e donne.

Saul, il primo Re

Quando finì l’era dei Giudici  il primo Re arrivò:

fu Saul, che sconfisse altri popoli e li decapitò.

Già era pronto Davide, che il Gionatan si filava,

ma si limitò alla sorella, che al fin sposava.

Davide costruì la reggia su Sion, il sacro monte,

Salomone edificò il Tempio, alla reggia lì di fronte.

Ecco storia e origini di quel che è il sionismo,

punto cardine d’identificazione dell’ebraismo.

Fu Salomone, figlio di Betzabea la concubina,

a mandare tutti gli altri suoi fratelli in rovina.

Ma le dodici tribù si divisero con Roboamo;

le dieci della Galilea se le gestì Geroboamo.

Poi gli Assiri le tribù del nord deportarono;

si salvarono i giudei, e di ciò si felicitarono.

 

         La diaspora Babilonese

Ma con Nabucodonosor anche la Giudea fu invasa,

e dopo anni di assedio Gerusalemme conquistata.

E questo fu il tempo del profeta Geremia,

che con le sue lamentazioni superò l’Isaia.

Nella Babilonia tutti i Giudei furon deportati,

ma non subirono schiavitù, furon ben trattati;

fu concesso loro di potersi organizzare

e struttura di popolo e religione conservare.

Fu in quella diaspora che Ezechiele, un certo Isaìa,

Naum, Habakuk, Geremia, e poi Zaccaria e Malachia,

scrissero quel testo per gli ebrei tanto sacro,

con il quale, poi, giustificarono ogni massacro.

Qui inventarono l’esodo e il diluvio universale,

qui scrissero a lungo, però niente di originale;

il diluvio dagli Assiro-Babilonesi era già raccontato,

e dalla loro “Saga di Gilgamesh” lo hanno copiato.

Ma alla cattiveria del profeta Elia nessuno arrivò,

perchè di sangue d’innocenti lui assai si macchiò.

Un gruppo di bambini lo sberleffo gli faceva,

e, rivoltosi al suo signore, vendetta lui chiedeva;

il suo Yahwèh veloce due orsi gli inviò,

e il gruppo di bambini loro pasto diventò.

Per il dio eran ben poca cosa le donne e i bambini,

questo per esteso sostennero gli scribi e i rabbini.

 

Il dominio persiano

Ciro, il gran persiano, da Babilonia li ha liberati;

son tornati sulla stessa terra ancora più arrabbiati.

Chi la sicura discendenza di ebreo non potea vantare,

quella terra, subito e senza scampo, doveva lasciare.

Moglie e figli di casa dovevan esser scacciati,

e in mezzo alla strada senza pietà abbandonati.

Questo il loro re Esdra impose di fare,

e quelli tosto fecero, senza recriminare.

Per lungo tempo furono i persiani a dominarli,

ma ecco la storia di Giobbe pronta a guidarli.

Ahura Mazda per Zoroastro era il gran bene

e Arìmane era le tenebre e distribuiva pene;

e mentre Yahwèh l’avevano già inventato,

Arìmane, il male, Satana lo han chiamato.

Però, in quei tempi, i due spesso si incontravano,

e scommettevano sulla pelle del genere umano;

giocarono con Giobbe, un uomo assai mite,

e tutte le disgrazie umane le ha lui subite.

Questi, Yahwèh e Satana, come soci in affari,

di tanto in tanto si incontravano da pari.

Così iniziò la sfida, la grande scommessa,

e la pazienza di Giobbe a ciò fu sottomessa.

Pur se Giobbe si lamentò in modo straziante,

la fede nel suo dio Yahwèh gli rimase costante.

perché non sono morto nel grembo di mia madre?

perché non spirai appena uscito dal suo ventre?”

Giobbe questo chiedeva al suo signore,

cercava spiegazioni per l’immenso dolore.

Bellissimo e grande, questo libro in poesia;

però la morale farà schifo a chicchessia.

Poi arrivarono i guerriglieri, i fratelli Maccabeo;

s’imposero Giovanni Arcano e Alessandro Ianneo.

Venne anche l’ora di Alessandro e dei Tolomeo,

infine arrivò il gran romano Gneo Pompeo.

          Il dominio romano

Si ribellarono sotto l’imperatore Vespasiano,

e fu con Tito che sentirono tutto il peso romano.

L’ultimo tentativo di resistenza ardita

fu commessa a Masada, dove finì suicida.

A Israele Adriano altro nome aveva proposto,

e l’esodo forzato a tutti gli ebrei aveva imposto.

 Or tornarono in Nazioni da “forestieri residenti”,

emigrando in tutto il mondo, in tutti i continenti.

Ma ingiustamente di deicidio furono accusati,

per molti secoli discriminati e vivi bruciati.

Con quel loro Talmud, quel libro inventato,

una miriade di profeti ci hanno sù sguazzato;

con truci minacce e infinite intimidazioni

ci dicevano di Yahwèh e delle sue intenzioni.

Invece…, sono stati un popolo quasi sempre sottomesso,

 sono stati costretti per millenni al compromesso.

Quel territorio agli ebrei da Yahwèh fu concesso,

 e i profeti scrissero a lungo del loro dio indefesso,

che con le mani e i piedi sempre pronto li aiutava,

e gli altri popoli sconfiggeva, disprezzava, denigrava.

Uno strano dio di parte, un matto, un dio razzista,

che li spronava a massacrare lo straniero a vista.

Questo Yahwèh “dio degli eserciti” l’han battezzato,

e tutti i profeti questo aspetto han sottolineato.

Poi Gesù ci parlò di un Yahwèh che a questo non somiglia,

forse perché, con Maria e Gesù, aveva messo su famiglia?

                                   *****************************

  

NUOVO TESTAMENTO              l’invenzione del Figlio Dio

                        Yehoshua,  il Cristo, l’Unto, il Messia, il Salvatore, l’Emmanuele.

Tra tanti profeti, Yehoshua lo ritennero banale,

una decisione su Gesù che nei secoli portò male.

Era del loro popolo, era come loro un ebreo,

accusava di tradimento il Sinedrio, perciò reo.

Parlava di un dio buono che voleva bene a tutti,

e invitava tutti quanti a produrre bu
oni frutti;

disse pure  le prostitute vi precederanno”,

arrecando alla loro cultura un grave danno;

e che “gli ultimi per lui sempre i primi saranno”,

sì, aggiunse anche questo, e fu altro danno.

Poi anche su di lui fin troppi scrissero e assai;

ciò che di certo disse e fece non lo sapremo mai.

Più di quattromila son le storie raccontate,

a leggerle tutte si fa il pieno di cazzate.

Tanti princìpi buoni con i cattivi cozzavano,

alcuni parlavano d’amore, altri odio spruzzavano,

Ognuno ce lo raccontava e se lo rigirava

secondo le sue speranze, o quanto lui sognava.

La venuta del Gesù fu tanto eclatante,

che fu strage d’innocenti, si uccise il lattante.

Sarà stata buona novella, ma chissà per chi,

non certo per quei bambini massacrati lì.

 Immagino le mamme straziate dal dolore

com’erano contente che era nato il Salvatore!

Sarà pure l’Emmanuele, il Messia, il Redentore,

ma ha spedito i loro figli troppo presto al creatore.

Se osservate l’angelo, il messaggero del signore,

scoprirete, così, quanto è poco buono il creatore;

di scappare in Egitto invita la sacra famiglia,

e degli altri bambini nessun disturbo si piglia.

Persino un delinquente avrebbe sentito tenerezza,

e avrebbe salvato quei bambini da tanta nefandezza.

Quella Maria, la madre, pur avendo avuto sette figli,

la fecero restar vergine, bianca e pura come i gigli.

E il povero Giuseppe?  il padre putativo gli fanno fare,

con sette figli sulle spalle, da educare, da campare.

Però, alla fine lo hanno tanto gratificato

e sugli altari pure lui hanno innalzato.

Yehoshua si montò la testa e il profeta volle fare,

l’Israele avanti e indietro, su e giù volle girare;

si fece la sua squadra per il consenso da cercare,

e la sua specialità erano i tanti miracoli da fare.

 A quei tempi la scienza era come l’araba fenice,

e la gente speranzosa credeva a quel che si dice;

quando sentiva che un tale i prodigi sapeva fare

correva come fulmine il miracolo a cercare

Ma solo poveri e storpi si potevano salvare,

mentre ricchi e potenti all’inferno dovevano andare.

Così, mentre vecchi e storpi era intento a salvare,

c’era chi preparava la croce per poterlo accoppare.

Di dodici era composto il suo comitato centrale,

ed era sempre un discutere del trascendentale.

Questa storia sarebbe rimasta una cosa indolore,

se Giuda Iscariota non avesse fatto il traditore.

Però, quel povero Giuda, a farlo fu costretto;

fu Yahwèh ad imporlo, e così divenne il maledetto.

Il vero regista di questo film e del suo perché

fu sempre il solito, l’incomprensibile Yahwèh.

Ma c’erano anche ebrei, molto materialisti,

si chiamavano zeloti, gli antimperialisti;

questi i romani decisamente odiavano,

ma il sinedrio neanche lo consideravano.

Il famoso Barabba, che dalla croce si è salvato,

era zelota e qualche romano avea accoppato.

Il messia, profetato da Isaia, da secoli aspettavano,

che doveva liberare l’Israele dall’impero romano,

Dai a Cesare ciò che è di Cesare”, tanto affermò,

da quel momento in poi tutti gli ebrei si alienò.

Ma che lui fosse il figlio di dio non lo disse mai,

furono gli altri evangelisti a metterlo nei guai.

Era un ebreo verace, era un credente, un riformatore,

e accusava il Sinedrio di tradire la Torah e il Signore.

Si disse che era morto, ma dopo tre giorni risuscitò,

e alla destra di Yahwèh, suo padre, si accomodò.

Nella valle di Josafat ci avrebbe tutti giudicati,

separando i buoni dai cattivi ci avrebbe sistemati:

i buoni in paradiso a gioir divina grazia in eterno,

mentre i cattivi a subire le angherie dell’inferno.

Ma sto’ figlio di dio non lo presero mai per buono;

gli ebrei vollero Yahwèh single, sul celestiale trono.

Se più tolleranza avessero allora esercitato,

quanto sangue l’Umanità avrebbe risparmiato!

Perché, se in croce lui non fosse morto,

non sarebbe stato vittima, non avrebbe subito torto.

Così quel che diceva poteva finire lì in Palestina,

e ognuno avrebbe impastato la sua casalinga farina;

col nostro vecchio Giove noi potevamo andare avanti,

e saremmo rimasti più tranquilli un po’ tutti quanti.

Però questi ebrei, questo popolo tanto denigrato,

da così tanti popoli è stato sempre perseguitato.

Per millenni è stato un popolo sottomesso e calpestato,

e forse fu per questo che s’inventò un dio arrabbiato.

L’unica cosa che riusciva a tollerare,

era un profeta di tanto in tanto da ascoltare.

Ma se diceva cose che gli sembravano storte,

gli tagliavano la testa, quella era la sua sorte.

Capitò prima al cugino Giovanni, detto il battista,

poi a Yehoshua ben Josef, che faceva l’altruista.

Tutti e due furono eretici, un po’ come gli Esseni,

che l’umanità volevano povera, e disdegnavano i beni.

Se è vero che Gesù di Nazareth fu a suo tempo ucciso,

ciò accadde perché il potere gli era assai inviso;

il tradimento del Sinedrio per lui era ripugnante,

e l’accusa di tradimento fu continua, fu incessante.

Per questo fu ucciso, solo per reato d’opinione,

non un criminale: voleva migliorar la religione.

Era un rivoluzionario di tipo trascendentale,

un simpatico no-global, per i più un po’ banale;

era a fianco degli ultimi, e i primi non amava,

voleva emancipar la donna, e la salvava.

La sua nuova idea era tanto socio-religiosa,

e metteva in discussione sempre ogni cosa.

Volle caricarsi addosso tutto sulle sue spalle;

così lo vedo e a me piace: un simpatico rompiballe.

E la chiesa preghi affinché Gesù non torni mai,

altrimenti vedremo il clero passare dei seri guai.

  

STORIA DELLA CHIESA:          la parodia del sacro

Ma a questi gentili, di cultura greco-romana,

un dio tutto solo sembrava una panzana.

No, un dio solo non sembrava cosa saggia:

la democrazia un dittatore mai incoraggia.

Ci vuole quanto meno un buon triunvirato;

ed ecco fatto, lo Spirito Santo hanno inventato.

Ora sono tre: Padre, Figlio e Spirito Santo,

e si sono attrezzati per gestire tutto quanto.

Però il monoteismo non vogliono abbandonare,

e creano una nuova formula tutta da gustare:

“Sì, che sono tre, ma è sempre un solo dio,

che vi piaccia o meno, questo lo stabilisco io”.

Quanti teologi le meningi si son spremute,

però alla fine in tanti se le son bevute.

Persino il nostro Dante, che arrivò al suo cospetto,

ci racconta della Trinità intrecciata in un cerchietto:

Ne la profonda e chiara sussistenza

de l’alto lume parvermi tre giri

di tre colori e d’una contenenza”.

Arrivò il tempo del grande Costantino,

che Giove e l’Olimpo abbandonò al loro destino;

al nuovo clero tutto il potere fu concesso,

e il paganesimo a superstizione fu retrocesso.

Così il cristianesimo il paganesimo ha ingoiato,

e per coloro che resistevano il boia ha lavorato.

Il venticinque di dicembre era festa, sì, dei baccanali;

si abbuffavano, erano le orge, così facevano i saturnali:

era la natività di quel Sole sempre Invitto.

Poi finirono le orge, e il paganesimo fu sconfitto.

Ma il popolo-bue alla fine si seppe vendicare,

e il paganesimo dalla finestra fece rientrare.

Se nell’Olimpo gli dèi eran centinaia a sguazzare,

ora nel paradiso son migliaia i santi da venerare;

però soltanto a loro devi raccomandarti,

se hai qualche guaio e vuoi liberarti.

Ma i santi non son capaci di fare il favore,

son procacciatori d’affari del loro Signore.

Però se dal suo dio un santo sa farsi ascoltare,

e qualche buon “miracolo” riesce a realizzare,

si inizia con processioni e canti da innalzare,

infin non mancherà una cattedrale da edificare.

E già, il do ut des è valido anche per i santi,

è sempre la solita regola, buona per tutti quanti;

e come per il clientelismo del politicante,

che è divenuto costume e prassi costante.

Ovvio che un dio, che lo si vuole immenso,

necessiti di preghiere e di abbondante incenso.

Mai che un credente si sia una volta domandato:

“a noi i miracoli, e il resto del mondo abbandonato?

perché dei pii vecchietti devon esser miracolati,

e dei bambini a fame e guerre sono abbandonati?”

Ti diràn: “non son cristiani e hanno la pelle scura,

per questo il nostro signore di loro non si cura”.

Ed eccolo qui, è ritornato Yahwèh, il dio razzista,

e il loro Gesù di Nazareth hanno perso di vista.

Ma l’unico miracolo che il clero realizzerà,

 sarà l’accumular ricchezze predicando povertà.

E fu la parodia del sacro, e fu il neo paganesimo,

cambiarono percorso, e questo fu l’ennesimo.

Finchè il cristianesimo visse da oppositore,

il cristiano restò fedele al suo Redentore;

ma appena si insediò stabilmente al potere,

il vangelo fu subito preso a calci nel sedere.

Eppure…Il mio regno, disse, non è di questo mondo;

fu sì, un gran bel dire, ma era già moribondo.

La libido dominandi il cristiano non risparmiò,

e, accomodatosi al potere, l’infedele massacrò.

Il porgi pure l’altra guancia a chi ti colpisce,

il sacro romano impero niente affatto gradisce.

Disse che gli ultimi sempre i primi saranno,

ma furon proprio questi a subire il grosso danno.

 

                        il Sacro Romano Impero

Poi Carlo Magno tutta l’Europa cristianizzò;

a chi si rifiutava di battezzarsi la testa tagliò.

Ecco genesi e storia dell’Europa cristiana,

convertita con la spada della chiesa romana.

Se un poveraccio i sacri testi si leggeva,

in pochi giorni l’inferno raggiungeva,

perché solo il clero li poteva leggere e spiegare,

e la “giusta” interpretazione poteva dare.

Se volevi bene al povero e il ricco odiavi,

se ti andava bene, già in galera ti trovavi.

Quanti predicatori poveri son stati perseguitati,

dalla santa inquisizione condannati e vivi bruciati!

E gli Albigesi che volevano vivere in comunità?

Furon decine di migliaia massacrati senza pietà.

Anche gli Anabattisti, che odiavano la proprietà,

si organizzavano senza padroni in comunità.

Questo la chiesa non poteva mai tollerare,

perché il povero sempre tale doveva restare.

Gli serviva tanto il povero, serviva l’impotente,

serviva l’ignorante, meglio ancora se deficiente.

                                  

Le Crociate

E venne il brutto tempo delle sante crociate:

se uccidi l’infedele sono indulgenze conquistate”;

occorreva liberar la Palestina :personname>, la terra del Signore,

da tutti gli infedeli del nostro dio, il redentore.

Il cattolicissimo duce Goffredo di Buglione

quarantamila trucidò con cristiana devozione.

Realizzò un genocidio di proporzioni immani;

un fiume di sangue causaron le sue mani:

“ corre di tenda in tenda il sangue in rivi,

e vi macchia le prede e vi corrompe

gli ornamenti barbari e le pompe…

…Né pur deposto il sanguinoso manto,

viene al Tempio con gli altri il sommo Duce;

e qui l’arme sospende, e qui devoto,

il gran Sepolcro adora e scioglie il voto”.(T.Tasso)

Povero Cristo! …come mal lo trascinarono;

a vili turbini demoniaci lo accostarono.

Chi le loro verità metteva in discussione,

doveva fare i conti con la santa inquisizione;

dopo essere passati da infinite e tremende torture,

gli auto-dafè garantivano delle ottime cotture.

Son stati sempre contro la cremazione del morto,

però li cremavano vivi, se a loro davan torto.

In quindici secoli, pieni zeppi di sante menzogne,

hanno rosicchiato il potere come avvoltoi su carogne.

Se il potere tutto non riuscivano a gestire

erano sacri lamenti, erano santissime ire;

e per poter gestire il potere quasi del tutto,

puttaneggiarono coi regi” con molto gusto.(Dante)

   Riforma e Controriforma

E venne il tempo della Riforma protestante,

con un Martin Lutero fin troppo zelante;

il grave peccato di simonia egli contestò,

e con i prìncipi tedeschi lo scisma realizzò.

La cattedrale di San Pietro dovevano costruire,

ed ebrei e moros bruciati dovevano morire;

così i loro beni potevano finire sulla cattedrale,

e il sacro romano impero sembrava meno banale.

Quella cattedrale gronda sangue umano,

malgrado grandi artisti ci misero la mano.

Invece per i cristiani, se in cielo volevano andare,

quel poco che avevano alla chiesa dovevano dare.

E Martin Lutero, che era necessario condannare,

ci pensò il concilio di Trento a scomunicare.

Ripartì alla grande la tremenda inquisizione:

 la caccia alle streghe divenne un’ossessione,

e negli auto-dafè le portavano in processione.

Quante povere donne, che lottavano per campare,

con la scusa del demonio il clero fece bruciare.

Anche Lutero e Calvino in nome del Vangelo

bruciarono e spedirono tanti cristiani in cielo.

Più s’innalzavano chiese nel nome del signore,

più si spedivano poveri cristi al creatore.

ben dovrebb’esser la loro man più pia,

se state fossero anime di serpi”.(Dante)

Sempre al nome di Cristo tutto ciò si accostava,

ma era solo il loro potere che in realtà si allargava.

E nelle Americhe quanto sangue fu versato!,

ma rigidamente in Cristo tutto fu giustificato.

Distrussero interi popoli, religioni e culture,

senza il minimo rimorso, senza divin paure.                                                                                              

Ma, per saperne di più e rendervi conto del perchè,

leggete il “Sillabo degli errori” dell’ultimo papa-re.

  e gli ultimi Dogmi: 

i dogmi sono come le pillole,

 non si masticano ma si ingoiano.

 

Il Pio IX nel primo Concilio Vaticano

sulla Madonna calcò un po’ troppo la mano;

e d’immacolata concezione fu pure dichiarata,

come se il padre Gioacchino non l’avesse generata;

e sua madre Anna non ebbe rapporto umano?

Vuoi vedere che fu ancora Yahwèh a metterci la mano?

“Oh Maria concepita senza peccato …”

Ma quando Cristo disse che far l’amore è peccato?

Dove sta scritto che lui non l’ha gustato?

Perché il generare prole in modo tanto naturale

deve essere considerato come fosse un gran male?

Tornando alla Madonna, questa madre del Signore,

dopo aver visto uccidere suo figlio, il redentore,

in modo assai naturale morì a sessantacinque anni,

e, come tutti gli anziani, piena di acciacchi e malanni;

poi Pio XII in carne e ossa in cielo la volle spedire,

dopo diciannove secoli che la videro morire.

Questa madre, dalla vita tanto dura e assai provata,

per consolidare il potere l’hanno sempre utilizzata.

In cielo in carne e ossa ci è rappresentata,

ma sulla terra di tanto in tanto è ritornata.

Non più da vecchietta, ma la videro giovane e bella,

e non per ricordarci del suo figliol la buona novella;

sempre imbronciata, senza ridere e scherzare,

sempre piangente e con disgrazie a profetizzare;

e tutti noi esortò sempre rosari a recitare,

se da satana e comunisti ci volevamo liberare.

Infine arrivò il giorno della famosa Porta Pia,

che questo disumano e vil potere spazzò via.

Ancora oggi, pur non gestendo tutto il potere,

pretendono che anche il laico li debba sostenere.

Ora il nuovo pastore tedesco vuol ritornare al passato,

e su televisioni e riviste si agita come un forsennato.

“È peccato l’eutanasia e gli embrioni in provetta;

per il cristiano anche i DICO sono roba maledetta”.

e niente preservativi né pillole per abortire,

la donna se si accoppia un figlio deve partorire.

“MsoNormal”>Questa è la funzione che Dio gli ha assegnato,

se copula per piacere l’inferno s’è conquistato”.

Come deve essere la famiglia ci vogliono insegnare;

che provino a sposarsi e comincino a imparare.

Se avessero una famiglia e figli a loro affezionati,

meno pedofili nel clero e meno bambini violentati.

Vogliono ancora oggi, ciò che per loro è peccato,

che venga sanzionato come fosse grave reato.

È nostalgia del potere, però di quello temporale:

quello che gestisce oggi lo ritiene un po’ banale.

E imporre vuol la museruola persino al parlamentare;

chi non vota cristianamente, si allontani dall’altare.”

Ma come in ogni regola non manca l’eccezione,

c’è anche nella chiesa chi crea vera comunione:

Oscar Romero, Don Tonino Bello, Don Milani,

ecco i cristiani, che alla chiesa lavano le mani.

Però, chi può ridimensionare la religione

è solo la scienza con la sua evoluzione.

Solo scienza e tecnica ci possono aiutare:

sul loro forte sviluppo dobbiamo puntare.

Più siamo padroni del nostro avvenire,

meno la religione ha qualcosa da dire;

più la religione finisce ridimensionata,

più si crea benessere e buona vita agiata.


Ma lì dove queste condizioni non ci stanno,

sguazzano gli stregoni e realizzano gran danno.

Infatti, se l’esistenza è dura, e poco gusti la vita,

inesorabilmente emerge chi in paradiso ti invita;

ci sono le condizioni per poterti immolare,

e in nome di un dio i suoi nemici massacrare;

affinché più invitante il ciel possa sembrarti,

ti dicono delle vergini che son lì ad aspettarti.

Ma qui da noi, con una vita che è comoda assai,

neanche a cento anni, no, non si vuol morire mai.

Si prega un’intera vita per andare in paradiso,

ma quanti se ne sono andati con un bel sorriso?

Perchè di veri credenti solo uno c’è sempre stato:

era quel Gesù di Nazareth, che non è mai ritornato.

Gli altri su di Lui hanno copiosamente lucrato,

e i loro inesorabili affari hanno sempre realizzato.

Così questo Cristo, con un’idea umanamente forte,

lo trasformarono in strumento di persecuzione e morte.

Socrate, G.Bruno, Che Guevara, quanti cristi, prima derisi

puntualmente dal potere, furon perseguitati e uccisi?

Poi, appena furono uccisi un nuovo potere si organizzò,

e ribaltando i loro ideali un nuovo stregone si insediò.

 

                                                 ++++++++++++

                                

Parafrasando G.C.Lichtemberg:

“Se chi ha fede, conoscesse la storia della sua religione…”

li manderebbe a quel paese, con profonda indignazione.

Agli uomini di pessima volontà:

“attienti ben, chè per cotali scale,

conviensi dipartir da tanto male”.(Dante)

 

   

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *