25 aprile.

 

man com collepasso 25 aprile

Questo il programma della manifestazione del 25 aprile di quest’anno gestito dalla Amministrazione. Un invito, anche da parte mia a tutti di partecipare.

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Personali considerazioni sul 25 aprile:

Giusto e doveroso ricordare, esaltare il sacrificio di tante vite umane che riuscirono a  scrollarsi di dosso quel bastardo regime nazi-fascista. Gloria quindi alle loro gesta, alle loro epiche operazioni di guerra contro il nazifascismo. Ma sento il dovere di aggiungere di mio che, coloro che fanno rivivere con scritti e manifestazioni quel terribile momento storico senza aggiungere una parola a quanto quei loro ideali e sacrifici siano stati traditi, non rendono giustizia al loro sacrificio. Nel ’45 è stato abbattuto quell’odioso regime fascista a carattere nazionalista. Oggi, ancora una volta, senza consapevolezza, anzi, con la totale mancanza di cognizione della realtà, siamo ormai entrati in un nuovo fascismo avente carattere internazionale. Niente violenza e ammazzamenti di regime, ma il nuovo regime ci costringe “democraticamente” al suicidio. Se c’è qualcuno che questo lo trova meno violento, più democratico, è fuori di testa. Il potere economico nazionale che ieri è ricorso alla violenza, oggi, quello internazionale, ci uccide con il consenso dei più. Questo è un fascismo più bieco, più truce di quello storico, perchè si ammanta e, anzi, si giustifica con la democrazia ridotta a puro simulacro. Per tutto ciò è necessario, a mio avviso, se si vuole rendere onore veramente ai Partigiani di ieri, di comportarsi da partigiani oggi, lottando con tutti i mezzi democratici per scrollarci di dosso l’attuale potere finanziario che ci sta mettendo nelle condizioni di tornare da cittadini a sudditi medievali. E mai come in questo nostro tempo siamo circondati da una selva famelica di vassalli valvassini e valvassori al servizio della finanza internazionale. Sì, sento che c’è bisogno di nuove schiere di partigiani perchè la lotta per azzerare la democrazia, a mio avviso, è molto più subdola, più viscida di quella che abbiamo conosciuto dai libri di storia.

F.to pagliatano

Collepasso, 25 aprile 2014

 

 

  1. Giuseppe Lagna 23 aprile 2014, 12:35

    “E’ estremamente indispensabile anche saper riconoscere oggi le mutate spoglie con cui il fascismo si presenta; come non temere e reagire fortemente di fronte a quella che sembra a non pochi una terza guerra mondiale, scatenata in quest’epoca talvolta con episodi bellici, ma continuamente, e non se ne vede per il momento l’uscita, con attacchi feroci da parte di nemici invisibili e senza nome, dietro i pannelli elettronici nei saloni delle borse mondiali.”
    Caro Gaetano, non per vantare inutili primogeniture, riproduco il finale del mio discorso ufficiale in occasione del 67^ Anniversario della Liberazione, due anni fa dinanzi al nostro Municipio.
    Costretto ad autocensurarmi per motivi di ufficialità “super-partes”, intendo “hic et nunc” esprimere il passo mancante al discorso di quella sera.
    Non corrisponde affatto al vero che non appare chiara l’uscita dalla situazione di sottomissione di popoli e Stati ai poteri dei “banksters” internazionali.
    La strada da percorrere, anzi, mai come in quest’epoca risulta chiara e diritta: sono giunte al massimo grado le contraddizioni tra lavoro e profitto, peggio, tra profitto da lavoro e profitto da profitto.
    Ma, per rompere il circolo vizioso che può davvero portare l’umanità verso una distopìa inimmaginata finora neanche dai più futuristi scrittori di fantasocietà, è necessaria una presa di coscienza globale, non disgiunta dalla realizzazione di un’organizzazione internazionale anticapitalista, antimperialista, al momento di difficilissima previsione.
    Hai perfettamente ragione nel definire medievali le condizioni cui rischiamo di finire, ma, aggiungo, con rispetto parlando del Medioevo, che le cognizioni tecnologiche dell’epoca giustificano.
    Ma l’arretramento economico, politico e culturale della nostra era mal si coniugano con il livello scientifico raggiunto; per questo, dicevo, l’unica soluzione è la risoluzione, che non potrà non essere violenta, della contraddizione “marxiana”, in procinto di estinguersi nel corso del Secolo Breve, ma rinvigoritasi all’alba del nuovo Millennio, per i cedimenti e le divisioni nell’intera sinistra mondiale, prima nella componente socialista e poi anche in quella comunista.
    Passare dallo schiavismo al feudalesimo e da questo al capitalismo ha rivestito il carattere di passaggi quasi in automatico, per l’antistoricità del sistema precedente; non così, purtroppo, dal capitalismo al socialcomunismo, processo che potrà richiedere intere epoche e continui regressi, seguiti da avanzamenti.
    Ma, al punto in cui siamo giunti, ritengo che si tratti, alla fin fine, di mettere in salvo il pianeta stesso, finito in grave malora per le seti e le brame di padroni d’ogni risma e servi fascisti d’ogni sorta.
    Viva il 25 aprile, viva la Costituzione!

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