20 maggio 325 Concilio di Nicea

CALENDARIO LAICO di M. Prometheus. 20 Maggio  Concilio Nicea

20 maggio 325 Concilio di Nicea e il criminale Costantino fatto santo

20 Maggio Roma antica: Dies tertius decimus ante Kalendas Iunias  = Ante diem tertium decimum Kalendas Iunias = a.d.XIII  Kal Iun..=   Tredicesimo giorno prima delle Calende di Giugno (inclusi nel conto sia il giorno d’oggi, sia il giorno delle Calende)

20 Maggio 325 apre il primo concilio ecumenico a Nicæa, in Asia Minore: ed è già un affare di stato voluto organizzato e presieduto da Costantino imperatore non battezzato, che pero’ prese le decisioni teologiche fondamentali come la condanna delle posizioni del vescovo Ario (piu’ moderato dei cattolici sulla divinita’ di Cristo). Il Concilio convocato direttamente nel palazzo imperiale, invento’ i concetti di ortodossia, eresia e le persecuzioni per motivi puramente ideologici. Il Concilio instaurò la prima grande Religione di Stato intollerante e totalizzante, con dogmi e persecuzione degli eretici.        

Si noti come anche nell’iconografia cristiana, l’imperatore non battezzato domini sui vescovi nel Concilio di Nicea.

Oltre che opere di eretici cristiani anche gli scritti di Porfirio lettterato politeista critico del cristianesimo furono proibite, e finirono bruciate tanto che oggi ci prevengono solo come frammenti nelle citazioni degli scrittori cristiani che lo contestavano.   Personalmente C. non perseguitò i politeisti in genere, ma ponendo le basi del potere della chiesa e della terribile novità dell’intolleranza ideologico religiosa di stato praticamente segnò anche il loro destino ulteriore e votò alla scomparsa l’intera civilta’antica greco-romana tollerante ed aperta. Quella oscura setta che dopo una repressione di  soli 10 anni era stata appena legalizzata (nel 311 per primo da Galerio a Nicomedia), fu trasformata da C. nella fida alleata del suo trono ( C. Inizio’ a favorire i cristiani negli incarichi statali dal 313, e concesse  esenzioni dalle imposte dal 319). Nel 325 (a soli 14 anni dalla legalizzazione) la cristiana era gia’ religione ufficiale privilegiata.  Poi in altri 21 anni soltanto il Cristianesimo otterrà di far comminare in tutto l’impero la pena capitale per i millenari culti altrui (nel 346 da Costanzo e Costante). Dunque in  soli 35 anni (circa l’arco di una generazione),  il Cristianesimo da una presenza infima rispetto alla popolazione dell’impero (forse solo il 2% del totale nel 311 e forse il 5% nel 303),  passò al monopolio delle coscenze garantito con la pena di morte comminata dallo stato, ormai stabilmente asservito alla religione unica!  Questa è la miracolosa “inevitabile conversione” di cui narra la storia falsificata dai vincitori monoteisti. Le conseguenze dell’alleanza fra trono ed altare furono devastanti per un millennio e mezzo, oppressione e roghi per gli eretici!

 

Dopo due secoli di agonia anche la cultura (condannata dal cristianesimo millenarista come inutile e deviante), scomparirà per oltre sei  secoli davvero bui (550-1200), durante i quali non si produrrà una sola opera letteraria leggibile anche al giorno d’oggi da un comune lettore colto.

20 Maggio 337 Gli ortodossi festeggiano oggi il Battesimo di Costantino e domani (data della sua morte) i Santi C. ed Elena (l’imperatore e sua madre). Costantino nato forse il 27/2/288, imperatore (in Occidente dal 306), si fece battezzare  a Nicomedia (in Bitinia, Asia Minore) in  data di oggi cioè solo il giorno prima della morte 21/5/337, perché essendo convinto che il battesimo lava tutti i peccati,  si volle riservare questa immorale carta jolly  solo per il momento finale,  permettendosi così per tutta la vita di commettere crimini con la sensazione di impunità. Fra i suoi delitti: l’avvelenamento del figlio Crispo, un valoroso ufficiale, l’assassinio di molti amici di lui, l’assassinio della propria moglie Fausta (che gli aveva dato tre figli e due figlie), e del nipote Liciniano, figlio di una sua sorella. C. fece impiccare anche il suocero  Massimiano e strangolare i generi Licinio e Bassiano. E la bazzecola di 3 guerre civili! C. trasferì la capitale a Bisanzio anche perché costretto a scegliersi una nuova residenza a causa della propria impopolarità a Roma dopo l’assassinio del figlio e della moglie (che gli aveva dato tre figli e due figlie). Le proprietà della moglie fra cui  i palazzi del Laterano furono donate al vescovo di Roma. I papi approfitteranno in seguito di questa donazione fabbricandosi documenti secondo i quali sarebbero state donate da C.  ai papi l’intera Italia e tutte le isole del mediterraneo!   Nel diritto penale il pio C. ampliò di molto l’applicazione della tortura e della pena di morte, nonché la crudeltà delle esecuzioni  (rogo, piombo fuso in bocca, chiusura in sacchi con serpenti ecc. (la pena capitale era rara in epoca Repubblicana, meno in era Imperiale). C. concesse  anche  ai padroni di servi di torturarli ed ucciderli per punizione.

Da sottolineare che C. (che aveva condannato le dottrine di Ario a Nicea) fu battezzato poi proprio da un vescovo eretico, l’ariano Eusebio, e quindi a rigor di logica ortodossa e cattolica, essendo morto l’indomani 22/5/337, dovrebbe stare all’inferno, altro che fra i santi! Invece C., detto dai cristiani il grande, è stato fatto santo dalle Chiese ortodosse, anche se  non dalla Chiesa cattolica romana (piu’ prudente ?) per la quale santa è solo Elena, la madre. Però la Chiesa cattolica fa una eccezione (dichiara “semi-ariano” Eusebio vescovo e storico di Costantino, detto il falsario per l’enorme mole di falsi da lui prodotta ed introdotta negli archivi imperiali a cui aveva accesso) e  riconosce santo Costantino quando le conviene, ovvero se si tratta di Chiesa cattolica di rito greco (detta anche chiesa Uniate o Greco-Cattolica in comunione con Roma). Tutte le chiese cristiane comunque sorvolano sui delitti di C. e lo celebrano pudicamente  per il famoso editto di Milano del 313 “per la tolleranza dei cristiani”. La tolleranza era tutt’altro che una novita’: la persecuzione di Diocleziano era già cessata il 30/4/311 con l’editto di Galerio emesso da Nicomedia, ma soprattutto la tolleranza era stata la regola per la maggior parte del tempo dalla predicazione di Paolo. Infatti piu’ che di persecuzioni si tratto’ di repressioni che nascevano solo occasionalmente per ordinarie misure di polizia relative al reato di lesa maestà in quanto i Cristiani si rifiutavano di rendere ogni pur minimo omaggio all’imperatore (perfino nelle forme minime richieste agli altri monoteisti, gli ebrei).  Ad altre repressioni poi si giunse sulla spinta di collera popolare in reazione al disprezzo ostentato molto aggressivamente dai cristiani verso le tradizioni, i culti, la morale e le abitudini altrui.    Infine, C. dopo aver insanguinato l’impero con 3 guerre civili per averlo tutto sotto il suo potere, lo divise fra i suoi 3 figli, ponendo le basi per due ulteriori guerre civili che si conclusero solo quando rimase padrone di tutto Costanzo II, un fanatico ariano.

Quale allora il grande merito di C. agli occhi della Chiesa? Non fu certo la sua fede ( fu personalmente pagano fino a tarda età ) ma il fatto che fu il creatore dell’alleanza fra trono ed altare e consegnò il potere in mano alla Chiesa. Questa lo ha saputo cogliere appieno, tenere e rafforzare per ben 15 secoli, fino almeno alla rivoluzione francese.

Collepasso, 20/5/2013

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