142.esimo anniversario di Porta Pia

La Breccia di Porta Pia

I Patti Lateranensi: il “DO UT DES” DEI CLERICO-FASCISTI

REVISIONE DEL CONCORDATO

Il presidente del consiglio italiano Bettino Craxi e il segretario di Stato vaticano cardinale Agostino Casaroli firmano l’Accordo di revisione del Concordato

“Libera Chiesa in libero Stato”?

Di Giacomo Grippa

Ricorre oggi il 142.mo anniversario della “Breccia di Porta Pia”, con il quale si realizzò  il sogno più alto dell’ epoca Risorgimentale, l’Unità nazionale e territoriale con Roma, capitale d’ Italia, dopo quelle di Torino e Firenze.

Mancava ancora la unificazione con le regioni del Nord-Est  conquistate con la partecipazione alla terribile e dannosa “prima Guerra Mondiale”, inutile, perchè l’Austria le avrebbe concesse ad una Italia rimasta neutrale.

Si concluse così il “potere temporale dei papi”, riducendo l’estensione dei possedimenti della chiesa cattolica da diverse regioni all’ attuale Stato del Vaticano.

Con la Legge delle Guarentigie si fissarono le prerogative del pontefice e della gerarchia, insieme a consistenti indennizzi e finanziamenti che gravano ancora oggi sul Bilancio del nostro Stato, come gli oneri per la rete idrico-fognaria, le spese per i viaggi del pontefice e tanto, tanto ancora.

In Parlamento non mancò la aperta contrarietà di quanti paventarono il ritorno dell’influenza clericale, primo fra tutti l’avvocato, patriota pugliese, Salvatore Morelli, di Carovigno, eletto nel collegio di Sessa Aurunca dal 1867 al 1880 ed autore di numerosi disegni di legge sul voto alle donne, la parità dei sessi e il diritto di famiglia.

Importanti restano il principio cavourriano “Libera Chiesa in Libero Stato” rimarcato dall’art. 7 della nostra Carta Costituzionale che contiene appunto i Patti sottoscritti nel ’29, “in parte” aggiornati nel 1984,  ”in parte”, più conformi ai principi della democrazia e della laicità.

Se queste entità, come fissato dall’art. 7, sono “ciascuno nel proprio ambito autonomi e sovrani”, significano che sono entità perfette e nessuna delle due dovrebbe considerarsi più perfetta o dotata di perfezione superiore, pretendendo di guidare o plasmare l’altra.

C’è da rammentare che diverse democrazie occidentali non dispongono di particolari Patti o Concordati con le chiese, il diritto comune ne garantisce equamente prerogative, facoltà, interessi; c’è da precisare che non v’era e non c’è alcun particolare problema o garanzia  perchè i Patti Lateranensi (Trattato e Concordato) fossero “costituzionalizzati o inseriti fra i primi dodici “principi” della Costituzione.

Un ulteriore cedimento alle pretese egemoniche della gerarchia clericale, che non fu sempre condiviso, già nel ’29 da Benedetto Croce e, al tempo della Costituente, nel ’46/47 dai partiti liberali e socialisti che sull’art. 7 votarono contro.   Le democrazie moderne sono laiche, cioè aconfessionali, soprattutto perchè possono evitare che uno Stato si serva di una religione o che una religione si serva di uno Stato, restando abbondantemente o innaturalmente a suo carico.

Ritengo che su questo in Italia non si sia pacificamente garantiti.

L’anniversario della “Breccia” va ricordato, va rinnovato anche come festa civile, abolita dal Governo fascista, per la quale giacciono nei cassetti del Parlamento diverse proposte di legge.

Giacomo Grippa

Lecce, 19/9/2012

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Personali considerazioni:

Oggi la chiesa cattolica ha messo in piedi tante di quelle iniziative economiche e finanziarie ed ha ricevuto tante di quelle agevolazioni dallo Stato italiano che è divenuta più forte economicamente di quando aveva tutto il potere temporale. Oggi, più che mai, la stessa chiesa è dietro a “puttaneggiar coi regi” come e peggio che ai tempi del sommo poeta. Ne sapevano molto di più i vari Calvi, i Sindona, che con tracotanza, lo IOR di Marcincus finì col metterli nei guai, e per questo la mafia li fece passare a “miglior vita”. Ma ai suoi poveri di spirito il clero racconta che il denaro è lo “sterco del diavolo”. Lo Ior, invece, nonostante le richieste presentate da J.P. Morgan, non ha mai fornito le informazioni sui movimenti del suo conto ritenute dalla magistratura essenziali ai fini della normativa antiriciclaggio. Anche questo un mistero religioso? Certo, però tanto, ma tanto terreno e niente affatto trascendentale. “Il lupo pere il pelo ma non il vizio”.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 19/9/2012

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